Alcuni soci di Ambiente Basso Molise hanno trovato nei pressi di uno svincolo della Bifernina decine e decine di kg di pregiato pane locale. Ben imbustati, di tutti i tipi e dimensioni, i prodotti erano in un fosso, a far compagnia a pneumatici, plastica, giocattoli e pezzi di camion e auto. “E’ un’autentica vergogna” – ha tuonato il presidente Luigi Lucchese. “Nella società del benessere, ferreamente legata al concetto di profitto, a fine giornata si distrugge ciò che rimane invenduto, sebbene ancora perfettamente commestibile.
Non è permesso sfamare i propri simili, nemmeno con quella parte di prodotto che ancora fa bella mostra esposto ad arte, con cura tale da accattivare i palati più esigenti.
Ormai, a saracinesche abbassate, il povero addetto alla rimozione del cibo rimasto invenduto, effettua quotidianamente il macabro rito della distruzione del pane.
Mentre, sempre più italiani e non, si mettono in fila alla mensa dei poveri”.

“Che un miliardo di persone non ha da mangiare è risaputo” – ha continuato. “Negli ultimi 35 anni lo spreco alimentare nel mondo è aumentato del 50%. Non va meglio in Italia: lo spreco di prodotti alimentari ancora commestibili ammonta a 20 milioni di tonnellate, pari a un valore di mercato di 37 miliardi di euro. Ogni anno finiscono delle discariche o negli inceneritori il 19% del pane; il 4% della pasta e ancora: il 39% dei prodotti freschi come latte, uova, carne, mozzarella, yoghurt e il 17% della frutta e della verdura. E molti molisani contribuiscono a questo sfacelo”.

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