L’Acem – l’associazione dei costruttori molisani – torna a farsi sentire in tema di appalti e lo fa dopo le parole del presidente della Provincia di Campobasso De Matteis e dell’assessore ai lavori pubblici della Regione Nagni successive alle prime considerazioni fatta dalla sigla imprenditoriale.

In una nota – infatti – giungono alcune puntualizzazioni.

“Nessuno – affermano dall’Acem – ha chiesto lo stravolgimento delle regole per favorire le imprese locali e tanto meno ha inteso mettere in dubbio la trasparenza e la capacità sia della provincia che dei Comuni di mandare i lavori in appalto entro i termini stabiliti: permane tuttavia la gravità che nella maggior parte dei casi sono stati scelti i criteri sbagliati per le aggiudicazioni, con la conseguenza che il 50% delle gare della sola provincia di Campobasso è stato aggiudicato fuori dal Molise (circostanza confermata dalle dichiarazioni del Presidente De Matteis). Visti gli importi non elevati dei lavori appaltati, sarebbe stato opportuno interpellare le ditte locali nel rispetto dei principi di concorrenza, trasparenza e rotazione. D’altronde, se anche il nuovo codice che almeno nelle intenzioni avrebbe dovuto costituire la massima garanzia della trasparenza, all’articolo 36 fino ad un milione di euro continua a prevedere il ricorso alle procedure negoziate con invito a 10 operatori una ratio deve pur esserci. Perché nel ventaglio di possibilità previste dalla normativa per le aggiudicazioni, nella maggior parte dei casi vengono scelte le modalità che meno tutelano le imprese locali? Quanto all’inflessibilità delle regole vigenti, all’assenza di discrezionalità ed al rigore ostentato dall’assessore Nagni nell’ossequiare la normativa, lo stesso dovrebbe essere a conoscenza che il nuovo codice appalti è l’esatto contrario di ciò che gli ha affermato, visto che prescrive come criterio di aggiudicazione quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che si connota per eccellenza in negativo proprio per la massima discrezionalità lasciata alle stazioni appaltanti, tant’è che l’Acem ne ha già richiesto modifiche tramite i parlamentari molisani. Viene da chiedersi però: perché lo stesso rigore non si riscontra nel rispettare le norme sui termini di pagamento per i lavori eseguiti, visto che a metà anno 2016 ci sono ancora crediti non riscossi risalenti ormai a tre anni fa?”

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