In Calabria il 20,5% dei cittadini se ne va altrove per un ricovero. In Emilia Romagna invece arriva negli ospedali il 9% in più di ricoverati oltre i residenti. Dal punto di vista economico a chi costa di più la mobilità passiva è ancora una volta la Calabria, il cui saldo, negativo (oltre 296,5 milioni da pagare), vale percentualmente più del 1000 per cento rispetto ai crediti (che si fermano a poco meno di 30 milioni), mentre questa volta in testa per i guadagni balza la Lombardia con un saldo economico positivo di circa 657 milioni che vale rispetto ai crediti il 65,4%, quasi tutti all’incasso quindi, di poco superiore al miliardo.
E il Molise? È l’unica regione ad essere in rosso nel saldo dei ricoveri (18.080 quelli di residenti che si curano fuori, 16.595 quelli di pazienti extraregionali che scelgono le strutture molisane) ma economicamente in attivo, per oltre 22,6 milioni.
L’analisi di Quotidiano Sanità, pubblicata sul portale il 7 novembre, spiega: «Questo perché nella regione la mobilità attiva, e il conseguente saldo economico, è legata praticamente tutta solo all’istituto Neuromed di Isernia, un Irccs centro di rilevanza nazionale e di altissima specializzazione per patologie che riguardano la neurochirurgia, neurologia, neuroriabilitazione e tutte le applicazioni relative alle neuroscienze in cui sono utilizzabili la neuroradiologia, l’angiocardioneurologia e la chirurgia vascolare, che attrae e assiste pazienti da tutta Italia».
L’analisi si basa sulle schede di dimissione ospedaliera 2016 per i ricoveri e, per la parte economica, su crediti e debiti sempre per la mobilità scritti nel riparto 2017 che, ovviamente, essendo ancora l’anno in corso, sono riferiti agli anni precedenti, tra cifre secche e conguagli vari.
In pratica, circa 937mila cittadini si sono spostati per curarsi portandosi dietro una “dote” di oltre 4,3 miliardi tra dare e avere per le loro cure fuori dalle Regioni di residenza.
Mettendo in classifica le Regioni secondo la percentuale del saldo dei ricoveri, al primo posto c’è l’Emilia Romagna, in positivo del 9%, seguita dalla Toscana (7,5%) e dalla Lombardia (7,2%). Le percentuali positive rispetto alle persone ricoverate sono praticamente tutte al Centro Nord, mentre quelle negative, tranne Piemonte e Marche, sono tutte al Sud e nelle Isole.
I valori negativi vanno dal -1,9% di saldo del Piemonte fino, appunto, al -20,5% della Calabria, ma in realtà il valore peggiore prima di questo è quello della Basilicata che si ferma a -6,8%.
Il discorso cambia se si analizza il saldo economico, legato spesso alla complessità e alla specializzazione delle degenze. Ed è quello che fa la differenza per il Molise: i ricoveri al Neuromed sono di altissima complessità.
In questa graduatoria, in testa c’è la Lombardia con un saldo da quasi 657milioni da avere (il 65,4% dei crediti totali che superano il miliardo) e in coda la Calabria con un saldo di oltre -296,5 milioni.
Peculiare, come già spiegato, il caso del Molise.
La mobilità si può poi distinguere tra quella tra Regioni limitrofe, relativamente “fisiologica” (ad esempio la massima mobilità dall’Emilia Romagna è in Lombardia e dalla Lombardia in Emilia Romagna), oppure quella tra Regioni molto distanti da quelle di residenza. Sia dalla Sicilia che dalla Sardegna, infatti, il maggior numero di pazienti in mobilità si ricovera in Lombardia dove in realtà si dirige gran parte della mobilità del Sud.
Il numero più alto di ricoveri di pazienti extraregionali che si curano in Molise riguarda la Campania (8.738), seguono il Lazio (3.435), la Puglia (2.060) e l’Abruzzo (1.545). Molto staccate la Calabria (154), la Lombardia (103) e la Basilicata (102).
Dove vanno, invece, i molisani a curarsi quando scelgono altre regioni? Principalmente in Abruzzo (più di 5.900 ricoveri nel 2016) e Lazio (4.412). Seguono Campania (2.048) e Puglia (2.018). E ancora in Emilia Romagna (1.290), Lombardia (883) Marche (559), Toscana (508) e Veneto (294).
r.i.

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