Dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia: sono disturbi dietro i quali spesso si celano disagi silenti che necessitano di essere ‘smascherati’ il prima possibile. Sebbene si tratti di disturbi, però, non devono essere classificati come “malattia”. Chi ne soffre non è meno intelligente di altri, non ha deficit neurologici o psicologici ma fa più fatica a leggere, scrivere, fare calcoli, poiché impiega maggior tempo ed energie rispetto agli altri. Ma a chi bisogna rivolgersi in questi casi? E come possono affrontare genitori e insegnanti questa problematica?
Par capirne di più sul disturbo dell’apprendimento e i disagi che ne conseguono, Primo Piano ha deciso di intervistare la dottoressa Donatella Palmieri, logopedista e presidente, da circa un anno e mezzo, della sezione campobassana dell’Aid (Associazione Italiana Dislessia). Oggi la dottoressa Palmieri sarà presente a Campobasso (insieme a Piera Giuliano, psicologa scolastica e Carmelina Salvatore, avvocato) presso il centro commerciale Pianeta, per la campagna di sensibilizzazione sul tema, spesso poco conosciuto, dei Disturbi specifici dell’apprendimento.
Come nasce il suo impegno rispetto alla tematica dei disturbi specifici dell’apprendimento?
«Quello che mi ha spinto ad avvicinarmi all’Associazione è la passione per il mio lavoro e in particolare per la tematica dei Dsa. Il mio percorso inizia fuori regione in Abruzzo appena dopo la laurea conseguita presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Campobasso. Infatti a Pescara ho iniziato a collaborare con la sezione locale all’organizzazione degli eventi, alla formazione nelle scuole, a iniziative di sensibilizzazione. Questo percorso mi ha permesso di diventare tecnico formatore AID, di pubblicare due articoli sulla rivista italiana di ricerca clinica e applicativa “Dislessia” edita da Erickson e contemporaneamente di approfondire le conoscenze e gli studi. Così, dopo qualche anno, rientrata nella mia regione, ho deciso di intraprendere questo percorso a dire il vero faticoso, perché c’è ancora tanto lavoro da fare, in particolare nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Infatti seppure i Disturbi specifici dell’apprendimento vengono sottovalutati hanno un forte impatto sia a livello individuale, con addirittura il prematuro abbandono del percorso scolastico, che a livello sociale, con riduzione della realizzazione delle potenzialità sociali e lavorative».
Cos’è dunque il Dsa e a chi bisogna rivolgersi per ottenere una diagnosi accurata?
«I Dsa sono disturbi del neurosviluppo, che riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente, che si manifestano con l’inizio della scolarizzazione.
In base al tipo di difficoltà specifica che comportano, i Dsa si dividono in:
– Dislessia: disturbo specifico della lettura.
– Disortografia:disturbo specifico della scrittura.
– Disgrafia: disturbo specifico della grafia.
– Discalculia: disturbo specifico dell’abilità di numero e di calcolo.
La diagnosi viene effettuata da un team multiprofessionale presso il servizio di Neuropsichiatria Infantile di riferimento o enti privati accreditati. L’iter diagnostico valutativo si svolge secondo precisi criteri e prevede l’utilizzo di test standardizzati. Non vanno tralasciati inoltre gli aspetti emotivo-motivazionali».
A che età si manifestano questi disturbi?
«È possibile effettuare una diagnosi di dislessia, disgrafia e disortografia dalla fine della classe seconda della scuola primaria.
Per la discalculia è necessario attendere la fine della classe terza, soprattutto per evitare l’individuazione di falsi positivi.
Tuttavia è possibile individuare fattori di rischio (personali e familiari) e indicatori di ritardo di apprendimento che possono consentire l’attuazione di attività e interventi mirati e precoci e garantire una diagnosi tempestiva».
Cosa può fare un genitore per capire se il proprio figlio ha questo tipo di disturbo?
«I campanelli d’allarme sono molteplici e variano da caso a caso. I primi a segnalare le difficoltà in genere sono le istituzioni scolastiche.
Per citare in maniera superficiale alcuni campanelli d’allarme fra i più comuni: la “familiarità”, quindi presenza di altri casi in famiglia; errori ortografici in scrittura; lettura lenta e non corretta; facile stancabilità, difficoltà a comprendere ciò che ha letto; difficoltà a copiare dalla lavagna; difficoltà a memorizzare le tabelline ed alcune informazioni in sequenza come le lettere dell’alfabeto, i giorni della settimana, i mesi dell’anno.
Consiglio ai genitori in caso di sospette difficoltà di apprendimento di parlarne con le insegnati e di rivolgersi agli specialisti del campo».
E gli insegnanti, una volta venuti a conoscenza del problema, come devono comportarsi?
«Gli insegnati ovviamente devono comunicare tempestivamente le difficoltà dell’alunno alla famiglia e adottare metodologie e strategie didattiche adeguate allo stile di apprendimento dell’alunno con Dsa».
Di cosa si occupa la vostra associazione?
«L’Associazione italiana dislessia è un’associazione no profit, che opera esclusivamente per fini di solidarietà sociale grazie all’apporto gratuito e volontario dei soci. Possono far parte dell’associazione genitori e familiari di bambini con diagnosi di Dsa, dislessici adulti, insegnanti, dirigenti scolastici, pedagogisti, tecnici (logopedisti, psicologi, medici), e altre persone motivate ed interessate alla tematica. Nello specifico la mission dell’associazione è sensibilizzare il mondo professionale, promuovere ricerca e formazione nei diversi ambiti di intervento: servizi sanitari, riabilitativi e scuola; offrire agli utenti un punto di riferimento certo e qualificato per ottenere consulenza e assistenza per l’identificazione del problema o per l’approccio riabilitativo e scolastico».
Oggi sarete presenti al Pianeta con uno stand informativo. Qual è lo scopo dell’iniziativa?
«Saremo presenti a partire dalle ore 10 fino alle ore 18 presso il Centro Commerciale Pianeta di Campobasso. Si tratta di una giornata di sensibilizzazione sulla tematica, sarà attivo un servizio di consulenza gratuito tenuto da tecnici esperti e verrà rilasciato materiale informativo. All’evento può accedere tutta la popolazione».
In conclusione, cosa consiglia ad un genitore che si ritrova di fronte ai primi ‘campanelli d’allarme’ dei disturbi specifici dell’apprendimento?
«Il primo consiglio è quello di non scoraggiarsi e non sentirsi soli ma di rivolgersi all’associazione, per condividere le esperienze con altri genitori e ragazzi, perché qualcosa di positivo nella didattica sta cambiando e di affidarsi ovviamente a personale esperto sia per intraprendere l’iter diagnostico che per l’intervento riabilitativo».
Per informazioni sulle iniziative e sui servizi di consulenza gratuita offerti dall’associazione è possibile consultare il sito campobasso.aitilaia.org oppure mandare una mail all’ indirizzo: campobasso@aiditalia.org.
Appuntamento dunque questa mattina, a partire dalle 10 fino alle 18, al centro commerciale Pianeta di Campobasso per saperne di più sui disturbi specifici dell’apprendimento e su come affrontarli.
SL

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.