Zafferano, miele, prodotti della canapa. Da due anni a Cercepiccola l’azienda Bio Matese lavora a stretto contatto col territorio: cervello per innovare e investire, fatica fisica perché non è uno scherzo fare agricoltura. Alessandro Croce, il giovane agronomo che ha fondato l’azienda, per esempio risponde al telefono in una pausa della campagna di raccolta dello zafferano: spezia preziosissima anche perché va raccolta a mano e in alcune ore della giornata. Insomma, si suda. Ma alla fine le soddisfazioni arrivano.
A Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, la Bio Matese è stata protagonista della XXXVIII edizione del concorso ‘Tre gocce d’oro – Grandi mieli d’Italia – Premio Giulio Piana’.
Assai significativa la partecipazione alla selezione: 1.124 mieli partecipanti da ogni parte d’Italia. Straordinaria anche la qualità dei mieli italiani, con ben 426 mieli premiati (16 con 3 Gocce d’oro, 158 con 2 Gocce d’oro e 252 con 1 Goccia d’oro). La manifestazione ha come obiettivo la valorizzazione del miele, della varietà e delle specificità proprie del prodotto italiano, l’incentivazione delle buone pratiche apistiche, la promozione delle aziende maggiormente attente alla qualità.
Al concorso, Bio Matese ha partecipato con un campione di miele millefiori e si è aggiudicato una meritata goccia d’oro. Il campione è stato selezionato come finalista della sezione “I mille mieli, i millefiori”: si tratta del campione di miele del Molise che ha ottenuto il maggiore punteggio organolettico. Verrà quindi sottoposto a un’ulteriore valutazione da parte di una giuria di consumatori che selezionerà i tre prodotti maggiormente graditi. Tale selezione si svolgerà in occasione della fiera Apimell in programma a Piacenza nei giorni 1-2-3 marzo 2019, nel corso della quale avverrà anche la consegna dei riconoscimenti ai finalisti e ai primi tre classificati. I mieli partecipanti al concorso vengono infatti valutati e analizzati (analisi organolettiche, fisico-chimiche, melissopalinologiche) e i risultati della valutazione vengono comunicati ai concorrenti in modo che possano migliorare in futuro le qualità dei mieli prodotti.
I mieli sono stati analizzati da tre diversi laboratori e sottoposti ad analisi sensoriale da parte di 75 esperti iscritti all’albo nazionale, riuniti in 15 giurie. Si tratta di un’attività intensissima che consente, ogni anno, di scattare una fotografia della situazione produttiva italiana e di indicare al consumatore attento i prodotti che eccellono per i diversi tipi e per zone di produzione. Questa serie di screening, naturalmente obiettivi, rappresenta un filtro importante che permette solo ai campioni ineccepibili di accedere alla graduatoria finale e per il produttore costituisce un sistema di verifica e miglioramento progressivo.
Nella prima giornata sono stati svolti esercizi utili alla messa in fase dei criteri di giudizio; nella seconda, ogni assaggiatore ha valutato, in maniera anonima e indipendente, una parte dei mieli in concorso, esprimendo il proprio giudizio su una scala da 0 a 10, relativamente alle caratteristiche olfattive, gustative e tattili. I risultati di queste valutazioni sono stati quindi raccolti, se ne è calcolata la mediana e si è composto il giudizio finale, grazie a coefficienti moltiplicativi e combinandolo con il risultato della valutazione visiva, che era stata precedentemente svolta in laboratorio, sui vasi originali anonimi).
I riconoscimenti sono stati attribuiti solo ai prodotti che hanno superato i test della preselezione, sulla base del punteggio sensoriale ottenuto.
I criteri di assegnazione dei riconoscimenti, pur mantenendo la stessa impostazione e determinati criteri di minima, variano ogni anno in funzione della qualità dei mieli in concorso. Per il 2018 l’asticella di valutazione è stata alzata notevolmente rispetto alle ultime edizioni, segno di una sempre maggiore professionalità dei partecipanti e della qualità dei mieli da loro prodotti.
Alessandro Croce commenta con grande orgoglio questo riconoscimento però guarda anche ormai già oltre. «Le nostre api e il nostro territorio hanno fatto sì che ci venisse assegnata questa goccia d’oro. Nei prodotti e nelle modalità di produzione c’è il Molise, la zona di Cercepiccola con il suo saper fare operoso e rispettoso dei consumatori», dice. Bio Matese, anche perché le coltivazioni sono tutte biologiche. Un elemento in più nella strada dell’affermazione e del successo che questa azienda sembra aver decisamente imboccato.

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