Nelle tre strutture penitenziarie del Molise, Campobasso, Isernia e Larino, a fronte di una capienza regolamentare di 270 detenuti, ne sono presenti 407 di cui 127 stranieri. È quanto emerge dal report relativo al 31 marzo scorso del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (Dap). Il carcere più affollato è quello di Larino con 212 detenuti rispetto alla capienza regolamentare di 114, quasi il doppio. Anche a Campobasso detenuti in soprannumero: 164 su 106. In controtendenza la Casa circondariale di Isernia. In questo caso i detenuti presenti al 31 marzo erano 31, a fronte di una capienza regolamentare di 50.
Una situazione che purtroppo accomuna tutto lo Stivale. Lo scorso 3 aprile il Consiglio d’Europa ha bocciato l’Italia, agli ultimi posti per sovraffollamento delle carceri: è tra i peggiori del continente, seguito solo da Macedonia del Nord, Romania e Francia. La stroncatura è arrivata a pochi giorni di distanza dall’allarme del Garante nazionale per le persone detenute, Mauro Palma, che ha illustrato la relazione annuale sullo stato delle carceri alla Camera, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
E i dati sono allarmanti: 60mila detenuti chiusi 22 ore al giorno in celle che ne potrebbero contenere il 30% in meno, centinaia di gesti di autolesionismo, un detenuto che si suicida alla settimana e una guardia carceraria al mese.
Sono diminuiti i detenuti che escono dal carcere avendo diritto a una misura alternativa alla pena: ad esempio, un’attività all’esterno presso una cooperativa sociale, che affianchi i detenuti con attività di formazione per un successivo inserimento lavorativo a pena conclusa. Si tratta di 5mila soggetti con pena residua da scontare inferiore ai due anni, che se imparassero un lavoro ben difficilmente rientrerebbero in carcere. La recidiva in Italia è la più alta d’Europa: due detenuti su tre tornano a delinquere una volta scontata la pena nel chiuso di una cella.

Un Commento

  1. Carmine scrive:

    Buon articolo sporcato come sempre dalla vostra ostinazione a utilizzare la dicitura normativa esatta di polizia penitenziaria. Peccato.

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