A luglio del 2018 erano stati riconosciuti responsabili di truffa dal Tribunale di Campobasso, la Corte di Appello li ha assolti qualche giorno fa «perché il fatto non costituisce reato».
Sabino Antonio Mastrapasqua e Giuseppe De Bernardis, per i magistrati di secondo grado non hanno ingannato gli agricoltori molisani con cui avevano preso contatti proponendo loro la partecipazione al progetto Febes e la produzione di energia da impianti a biogas.
La storia risale al 2012. I due, imprenditori nel settore delle rinnovabili, propongono il progetto ad agricoltori e proprietari di terreni. Per entrare nell’affare bisogna versare soldi per commissioni e anticipi. Ma gli impianti poi non vengono realizzati. Alcuni dei molisani – una ventina di persone – che si ritengono raggirati denunciano tutto alle forze dell’ordine.
L’indagine che ne scaturisce, svolta dalla Guardia di Finanza, si chiude con il rinvio a giudizio e la condanna dei due in primo grado per truffa. La sentenza del giudice D’Onofrio è stata ribaltata dalla Corte d’Appello.
Durante la discussione i difensori degli imputati – gli avvocati Francesca Bertini, Carlo Sotgiu e Francesco Deidda del foro di Cagliari – hanno replicato alle richieste di conferma della sentenza di primo grado formulate dal procuratore generale e dal legale delle parti civili.
In particolare gli avvocati di Mastrapasqua e De Bernardis hanno evidenziato come la ricostruzione dei fatti operata nella sentenza dal giudice di primo grado fosse carente e profondamente errata, poiché priva di elementi di prova per sostenere le accuse nei confronti dei due imputati, che si erano sempre proclamati innocenti.
In attesa di conoscere le motivazioni del verdetto di appello, il collegio difensivo non nasconde la soddisfazione. «Siamo molto soddisfatti – dicono gli avvocati Bertini, Sotgiu e Deidda – e attendiamo di conoscere le motivazioni ma la Corte ha evidentemente riconosciuto che i nostri assistiti non hanno commesso alcun reato, così come sostenuto fin dal principio. Si tratta di una pronuncia che ci dà ragione nel merito della vicenda e questo restituisce giustizia a Mastrapasqua e De Bernardis».

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