Sono un colonnello dei Carabinieri in congedo e dopo aver stazionato in tante città d’Italia per lavoro, ho trovato casa qui a Campobasso, città nella quale vivo ormai da oltre 40 anni.
Qui mi sono sposato e qui sono nati i miei figli, pertanto posso affermare che questa è senz’ombra di dubbio la mia città e come tale ho cercato e cerco tutt’ora di renderla migliore.
Credo sia questa la motivazione principale che mi spinge a scrivere questa lettera.
Sotto diversi punti di vista noi campobassani e, volendo essere un po’ più generalisti potrei dire noi molisani, tendiamo a cercare fuori dai confini regionali l’eccellenza di taluni servizi e quando parlo di sanità in un attimo le nostre attenzioni si spostano sui grandi centri blasonati delle principali città italiane; Roma e Milano su tutte accolgono le eccellenze di questo Paese ed ovviamente non appena la diagnosi mi confermava una stenosi della carotide, istintivamente ho cercato in queste città una soluzione.
Chiunque assume la consapevolezza di dover affrontare un intervento chirurgico, desidera affidarsi alle mani più sapienti, spera con tutte le forze di non incorrere in possibili complicazioni e infine confida in una degenza attenta e confortevole.
Con la mente annebbiata da continue riflessioni e l’animo tormentato da una profonda preoccupazione, un barlume di assoluta lucidità mi ha portato a valutare le strutture mediche locali e i professionisti di cui esse si avvalgono. È così che ho avuto il primo colloquio con il dottor Pietro Modugno, responsabile del reparto Chirurgia vascolare della Fondazione di ricerca e cura “Giovanni Paolo II” di Campobasso, un uomo di grande spessore oltre che un professionista dalle evidenti capacità.
Il confronto medico-paziente è stato semplice, efficace e molto rassicurante; con assoluta lucidità e tanta attenzione alla componente emotiva ha illustrato l’iter chirurgico, ha esposto i rischi e risposto a tutte le domande più o meno valide che un paziente come chiunque altro si pone in certe situazioni.
L’ago che mi ha fatto decidere con assoluta determinazione è quando ho appreso che il dottor Modugno ha una media del 99,9% di casi risolti. Si pensi che la scienza medica considera un reparto di chirurgia eccellente gli interventi con esisti positivi sono nell’ordine del 97%. I numeri sono incredibilmente positivi, non mentono, al di là di qualsiasi altra considerazione.
Con questa mia lettera riporto ai lettori la mia esperienza che racconta di un paziente rientrato a casa dopo soli quattro giorni dall’intervento chirurgico di endoarterectomia della biforcazione destra, che non ha riscontrato alcuna complicazione e che guarda al futuro con tanta ritrovata serenità.
Questa esperienza però mi ha spinto a voler suggerire ai miei concittadini di guardare con fiducia alle eccellenze che abbiamo in casa prima di cercare chissà cosa, chissà dove. Ma non basta, la mia speranza è ben più ambiziosa: vorrei che la mia testimonianza possa in qualche modo essere di aiuto a fare crescere ulteriormente il reparto del dottor Pietro Modugno e la struttura medica tutta, cosicché si possa accogliere sempre più pazienti diventando un punto di riferimento su scala nazionale.
All’équipe del dottore Modugno, al personale infermieristico e ausiliario del suo reparto, alla Cattolica e a tutto il personale medico vanno i ringraziamenti del sottoscritto e della mia famiglia.
Di cuore,
Antonio Pietro Chiappalone

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