Latte tedesco ‘spacciato’ per italiano e anche molisano. L’inchiesta di Report, che ha avuto accesso alla lista delle aziende italiane che usano latte straniero per i loro prodotti per anni secretata dal ministero della Salute, nasce dalla battaglia avviata nel 2017 da Coldiretti.
Una sentenza, un parere dell’Antitrust e perfino l’intervento dell’ex ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio (oggi agli Esteri) per il quale la politica deve indirizzare i direttori generali. Non è stata una passeggiata, alla fine però Rosamaria Aquino riesce ad avere la lista segreta e per Report ha realizzato l’inchiesta andata in onda ieri sera.
Chi c’è nella lista? I grandi marchi innanzitutto: Galbani, Parmalat, Newlat (commercializza fra gli altri Polenghi e Torre in pietra) che acquistano tonnellate di latte e cagliati dall’estero. Report ha scritto alle società interessate chiedendo l’utilizzo del latte straniero. Farlo passare per italiano sarebbe una truffa. I grandi gruppi, però, rispondono: lo dichiariamo sull’etichetta.
È proprio questo il discrimine: in etichetta va indicata la provenienza e se lo si fa non c’è alcun reato. Altro aspetto, questo di natura commerciale, può essere quello legato alle dichiarazioni veicolate attraverso siti internet e social.
Nell’inchiesta di Report è finito il Molise, A Vipiteno la Guardia di Finanza ha intercettato anche carichi destinati ad aziende molisane che magari sui portali web evidenziano il ‘made in Molise’.
A una fiera a Bergamo, la giornalista di Rai3 ha incontrato anche un espositore molisano. Anche lui usa latte tedesco e si difende dicendo: ma la mia mozzarella non è dop… Approssimazione e poca conoscenza. Soprattutto, Report lascia una domanda: se chi usa latte straniero lo indica in etichetta perché secretare la lista?
Il ‘segreto’ è stato tolto dal Consiglio di Stato che marzo ha accolto le richieste di Coldiretti sui flussi delle importazioni dei prodotti lattiero-caseari provenienti dall’estero e destinati alla trasformazione, a tutela del made in Italy. Verdetto inapplicato, sottolinea Coldiretti Molise, poiché
«circa un terzo della produzione totale dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati con il marchio Made in Italy, contiene materie prime straniere a danno delle aziende agricole, dell’occupazione e dell’economia nazionale e regionale». L’organizzazione chiede quindi controlli presso gli stabilimenti, come avviene per le aziende agricole e zootecniche, per accertare la corrispondenza, in etichetta, dell’origine della materia prima utilizzata.

Un Commento

  1. Nicola Ricci scrive:

    Ho letto fino in fondo sperando di scoprire anche le Aziende Molisane che usano latte e cagliata tedesca, come il titolo lascia presagire.
    NULLA, come al solito.
    Con tanti saluti alla informazione e alla trasparenza! Primopianomolise farebbe bene a fare meno titoloni ad effetto e più articoli di inchiesta e di corretta informazione.

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