Atto aziendale bocciato e confronto ormai inutile. Tanto inutile da portare dritti dritti al ricorso al Tar contro le decisioni sulla sanità. Ad annunciare la nuova battaglia legale è il comitato San Timoteo che invita i soggetti interessati a impugnare davanti al tribunale amministrativo regionale le decisioni prese a Campobasso. Troppi i punti dolenti del nuovo documento, a partire dalla possibilità nemmeno tanto remota che il punto nascite di Termoli sparisca.

Il punto nascite a rischio

Dice il comitato che “solo un anno fa, di questi giorni, nel reparto di ginecologia del San Timoteo di Termoli si brindava al traguardo dei 500 nati nell’anno, valore minimo disposto dal decreto ministeriale per conservare il punto nascita. Per il 2016 ci aspettavamo tutti tempi migliori, invece si è continuato a registrare: riduzione del personale sanitario, crescita delle criticità, disagi, disservizi, lunghe liste di attesa… E’ agghiacciante il recente  allarme del primario di ginecologia  con l’annuncio di soli 450 nati nell’anno 2016, inferiore alla fatidica soglia di 500. Questo risultato, senza immediati interventi di potenziamento con personale e nuovi investimenti, potrebbe portare in futuro alla perdita del punto nascita all’ospedale San Timoteo di Termoli, pur se previsto nel P.O.S. 2015-2016”.

Le richieste

Il comitato avanza una serie di proposte per cercare di migliorare la situazione: “Per il San Timoteo con forza si chiede il  potenziamento delle attuali specialità presenti, la nomina  dei responsabili delle U.O.C., l’ autonomia gestionale, con ruolo e funzione dipartimentale delle specialità U.O.S previste, e quant’altro è indispensabile per garantire  una sanità, se non di eccellenza, di qualità anche nel basso Molise”.

La battaglia legale

Il comitato indica una sola strada dopo non essere riuscito a farsi ascoltare o ad avere un confronto con i vertici Asrem: “Con il provvedimento di approvazione dell’Atto Aziendale da parte del Dg, ad ogni soggetto, pubblico o privato, non resta che ricorrere al Tar per  opporsi  alle scelte previste nell’atto. E’ sconcertante come dal provvedimento del Dg si rileva che le stesse organizzazioni sindacali sono state solo informate, senza avere il tempo necessario per presentare osservazioni all’atto. Peggio sembra sia andato alla Conferenza dei Sindaci, organo previsto dal P.O.S., essendo stato addirittura ignorata, quindi impossibilitata ad esprimere il parere, se  pur solo consultivo”.

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