La sanità del Molise può tornare ad assumere. Le procedure di stabilizzazione dei precari e di mobilità per chi voglia tornare a lavorare in regione sono state avviate dal commissario Frattura e indette dalla direzione generale dell’Asrem. Prima degli avvisi, che dovrebbero essere oramai imminenti, l’azienda di via Petrella ha dettato le regole per garantire «imparzialità e trasparenza».

In particolare, il 18 gennaio scorso è stato approvato dai vertici il regolamento per la mobilità volontaria dall’esterno. Dei posti complessivamente messi a bando, che serviranno a colmare in maniera stabile le carenze di organico formalizzate con il piano del fabbisogno contenuto nell’atto aziendale, il 50% sarà appannaggio di medici, infermieri, operatori che in questi anni hanno lavorato alle dipendenze dell’Asrem con contratto a tempo determinato. L’altra metà, come prevedono le leggi in vigore per il comparto, attraverso la mobilità. E sono tanti gli interessati. Vincitori di concorso fuori regione, spesso lavorano a centinaia di chilometri dal Molise dove hanno lasciato la famiglia e che ora hanno l’occasione per rientrare. Gli infermieri, ad esempio, hanno costituito un coordinamento: sono almeno 120. Nel documento varato dal manager Sosto e dai direttori sanitario e amministrativo Lucchetti e Forciniti, il manuale cui attenersi nell’espletamento delle procedure, ci sono già notizie e spunti interessanti per chi ha intenzione di rispondere ai futuri avvisi.

La mobilità. Come funziona la mobilità? Intanto, avviene a domanda del dipendente che abbia superato il periodo di prova, con l’assenso dell’azienda sanitaria di appartenenza, nel rispetto della categoria, profilo professionale e della eventuale competenza richiesta, che devono essere le stesse di quelle del posto messo in mobilità. Se l’Asrem cerca ostetriche in mobilità, ai bandi che saranno pubblicati esclusivamente e integralmente sul sito www.asrem.org alla sezione Appalti, Concorsi e Avvisi (o anche, se l’azienda lo decide, sul Burm), si potrà utilmente rispondere solo se ostetriche e con le caratteristiche richieste. Il termine perentorio per rispondere agli avvisi sarà di 30 giorni dalla data di pubblicazione.

Una notazione importante riguarda le domande di mobilità che siano attualmente giacenti all’Asrem e quelle che eventualmente perverranno prima dei bandi: queste non saranno prese in considerazione, per cui chi in questi anni ha chiesto di tornare a lavorare per l’azienda sanitaria del Molise dovranno presentare nuova domanda facendo specifico riferimento all’avviso a cui intendono rispondere. Nella domanda i candidati dovranno autocertificare lo stato di servizio, l’idoneità fisica, i giorni di malattia effettuati nell’ultimo triennio, se sono beneficiari della legge 104 o appartenenti a categorie protette, l’assenza di procedimenti penali o disciplinari definiti o in corso, la espressa dichiarazione di disponibilità all’assegnazione in qualunque struttura dell’Asrem.

Dovranno poi dichiarare di essere in possesso dell’assenso preventivo dell’azienda di appartenenza. Gli ammessi sosterranno un colloquio davanti ad una commissione presieduta dal direttore di unità complessa o semplice a valenza dipartimentale a cui saranno assegnati o da un direttore iscritto nei ruoli del personale del servizio sanitario nazionale di tutte le Regioni. I commissari avranno a disposizione 50 punti (25 per i titoli e 25 per il colloquio). La situazione familiare può essere presa in considerazione ma i requisiti vanno provati i requisiti e cioè il ricongiungimento familiare al coniuge che risiede in Molise o l’avere figli minori. Una volta ottenuto il trasferimento, infine, i vincitori si impegnano a restare per almeno tre anni alle dipendenze dell’Asrem. Che non concederà il nullaosta a chi, tornato in Molise, volesse andare di nuovo via prima di questo termine.

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