Sembra avverarsi la profezia scongiurata da più parti sul temuto isolamento dell’Alto Molise, un isolamento che parte proprio da uno dei principali punti di collegamento con l’Abruzzo e cioè il Ponte Sente che da martedì prossimo sarà chiuso al traffico. È quanto annunciato dal presidente della Provincia di Isernia Lorenzo Coia nel corso della riunione che si è svolta lunedì pomeriggio nell’aula consiliare di palazzo San Francesco. Una notizia che cade come un fulmine a ciel sereno per gli abitanti della zona di confine che quotidianamente percorrono il viadotto tra i più alti d’Europa per raggiungere Agnone per necessità di vario tipo, ma anche per le tante persone che da Agnone viaggiano abitualmente verso i paesi dell’Alto Vastese, non da ultimo i tanti studenti che dai paesi limitrofi frequentano le scuole agnonesi.
Tante le reazioni che si sono scatenate sui social una volta appresa la notizia, tra queste il commento del parroco di Belmonte del Sannio uno dei centri principalmente coinvolti nella faccenda: «È veramente la fine per le scuole, l’ospedale e il commercio – scrive – meno 2.500 persone con Schiavi e Fraine che non potranno più recarsi ad Agnone».
L’unica alternativa proposta, infatti, consiste nella riapertura della vecchia SP 86 Istonia, con un conseguente allungamento del percorso arrivando ad impiegare circa un’ora di tempo, rispetto agli attuali venti minuti, per collegare paesi come Castiglione Messer Marino, Schiavi d’Abruzzo o Fraine ad Agnone.
Come evidenziato da Mike Matticoli, responsabile della viabilità per la Provincia di Isernia, anche questa arteria secondaria necessita di lavori di messa in sicurezza perché possa essere transitabile da tutti i veicoli. Intanto ieri sono state presentate le ordinanze di chiusura alle Prefetture di Isernia e Chieti per poi procedere, tra lunedì e martedì, alla chiusura del viadotto. Alla base di tale drastica decisione ci sono delle motivazioni tecniche illustrate dallo stesso Matticoli relative ad una serie di criticità non visibili all’esterno, emerse dagli ultimi monitoraggi condotti con la piattaforma By bridge e successive relazioni tecniche: l’ormai nota pila numero 3, in seguito alla rotazione, poggia su una base di appena 20 centimetri che potrebbero ridursi con la ritrazione dell’acciaio dovuta al calo delle temperature, questa condizione potrebbe essere fatale e quindi l’intera struttura potrebbe non reggere. Parole di sconforto vengono dalla vicesindaca del Comune di Agnone, Linda Marcovecchio che commenta: «Il problema serissimo purtroppo è che il paese che più dovrà pagare per questa situazione è proprio Agnone. Stiamo vivendo un ritorno al passato di quasi cento anni. La ex Istonia è una strada molto danneggiata, nella parte di competenza del Molise è interessata da fenomeni franosi molto importanti, ma questa rimane l’unica alternativa possibile. Sarà ora compito della Provincia, con l’ausilio dei fondi regionali, intervenire su questo tratto di strada per ristabilire quanto meno condizioni di viabilità normali. Personalmente al termine dell’incontro di lunedì ho provato una forte sensazione di angoscia: dopo la situazione legata alle scuole ora la viabilità, in questo modo si va incontro ad un forte indebolimento di Agnone, in particolare sul fronte scolastico, visto il bacino d’utenza alto vastese soprattutto delle scuole superiori agnonesi. Se siamo arrivati a questo punto è stato anche perché quando lo scorso mese di marzo sono stati stanziati dei fondi regionali per la viabilità non sono state date le giuste priorità. Ora però siamo impotenti davanti ad una situazione che è impossibile modificare. Ciò che si può fare è accettare ed avere fiducia in una politica che sappia reperire i fondi, anche se questo andrà ad incidere sulla criticità del bilancio regionale, rendendo necessario lo spostamento di somme già assegnate».

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