L’affondo con cui Marilisa Giordano, ormai ex assessore, ha attaccato a viso aperto sindaco e maggioranza, a Santa Croce di Magliano, le è costata la revoca della nomina e della delega all’ambiente. Strascichi di campagna elettorale? Chissà. Intanto, il primo cittadino precisa che tocca a lui decidere chi deve rimanere in giunta. «Cari concittadini ed elettori, con molta amarezza devo partecipare ad inutili e sterili discussioni “politiche” precisando aspetti importanti del comunicato stampa della consigliera comunale Giordano. Purtroppo spettano al Sindaco: la nomina e la revoca degli assessori (art.46, c. 2 e 4, Tuel), la nomina del segretario comunale, conferire incarichi dirigenziali, nomina dei responsabili degli uffici e dei servizi. Tradotto, è il Sindaco e non i cittadini con il proprio voto, a nominare la giunta (dimostrazione del fatto che il consigliere più votato non è stato nominato assessore). L’organo rappresentativo della volontà politica popolare è il consiglio comunale, eletto direttamente dai cittadini con le famose preferenze. Detto questo sono certo che l’ex assessore Giordano svolgerà nel migliore dei modi il ruolo di consigliere comunale. Anche se gli incarichi sono di competenza del Sindaco, il sottoscritto ha messo sempre in discussione i ruoli tecnici. Nel caso specifico il responsabile dell’area tecnica gode della totale fiducia della maggioranza, concetto ribadito in tutte le riunioni politico-amministrative. Resta comunque lodevole e responsabile l’iniziativa di rinunciare al compenso da assessore. Responsabile in quanto completamente assente nell’ultimo anno e contraria alla programmazione e all’attuale servizio di gestione e raccolta dei rifiuti porta a porta. (Un esempio su tutti, l’assessore non ha mai condiviso il ritiro dell’umido e dei pannolini/pannoloni tutti i giorni). Inoltre la maggioranza ha approvato per quanto di competenza, in consiglio e in giunta, ogni singola proposta dell’assessore, anche quelle non firmate dalla stessa. Momentaneamente terrò le deleghe all’ambiente, e nelle prossime settimane, vista la facoltà di nominare anche gli assessori esterni, lancerò la bellissima iniziativa del comune di Bonefro, invece del “Sindaco per un giorno”, “assessore all’Ambiente per un mese”, per avvicinare il cittadino alla vita amministrativa con una delega così importante. A breve il modulo adesione. Ringraziando l’assessore Giordano per il lavoro svolto in questi anni, dalle campane colorate alle compostiere, dall’organizzazione delle giornate ecologiche alla pianificazione del servizio spazzamento e tanto ancora, allo stesso tempo comprendo le forti responsabilità, le pressioni emotive e psicologiche esterne, l’impatto del ruolo e le incomprensioni strettamente personali con gli uffici. Le sfide non terminano qui, c’è ancora tanto da lavorare, dalla tariffazione puntuale alla compostiera di comunità, ma un primo risultato è chiaro, ad oggi siamo al 75% di differenziata». Ma D’Ambrosio attacca anche l’opposizione. «Al consigliere comunale di minoranza Martino sfugge che la linea politica di questa amministrazione è stata sancita con la sottoscrizione del Patto programmatico giudicato dalla cittadinanza. Forse Martino è distratto dal “contratto” che il suo movimento ha stipulato con la Lega di Salvini, oppure strumentalmente non vuole vedere i risultati ottenuti dall’amministrazione in questi 4 anni. Pertanto la componente del Pd, essenziale politicamente e fattivamente alla conclusione del programma elettorale, non ha mai messo in discussione l’operato amministrativo e il mandato elettorale sancito dal voto dei cittadini». D’Ambrosio spiega anche le prerogative del sindaco e motiva la revoca. «Preso atto che il legislatore ha attribuito al sindaco il potere di nominare e revocare i membri della giunta nel presupposto che egli, essendo eletto direttamente dai cittadini, è responsabile del governo locale e a lui devono essere imputati i risultati dell’Amministrazione; Considerato, quindi, che appare indubitabile come l’analisi, in termini di sufficienza e idoneità delle ragioni della revoca dell’incarico di assessore, vada condotta alla stregua della natura di tale atto, tenuto conto che l’affidamento e la revoca dell’incarico di assessore vanno annoverati tra quelli aventi carattere fiduciario, con la conseguenza che il venir meno del ‘rapporto fiduciario, sulla base di valutazioni necessariamente caratterizzate da ampia latitudine discrezionale, giustifica di per sé la revoca dello stesso; Richiamate le numerose note dell’assessore Giordano con le quali lo stesso ha continuamente manifestato un profondo disagio nel condividere le scelte della Giunta, soprattutto nel settore ambientale; considerato che il rapporto di fiducia con l’assessore Giordano è venuto irrimediabilmente a mancare a seguito delle divergenze circa l’attuazione dei programmi, in particolar modo nei settori delegati, dei contrasti con gli altri assessori e con il personale dell’Ente, nonché sul metodo di conduzione dell’attività amministrativa più in generale; ritenuto, pertanto, che, alla luce di quanto esposto, sia oggettivarli, ente venuto meno il rapporto fiduciario tra delegante e delegato che è alla base della-nomina e che sono, quindi, venute meno le condizioni per la permanenza dell’assessore nella carica e nelle sue funzioni. Precisato che il venir meno della fiducia sulla idoneità dell’assessore a raggiungere gli indirizzi del sindaco delegante non è, in ogni caso, da intendersi riferito a qualsiasi genere di valutazioni afferenti qualità personali o professionali dall’assessore, che non sono minimamente in discussione, ma piuttosto, meramente finalizzato a preservare la prosecuzione del mandato amministrativo.

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