È il progetto più cospicuo, sia in termini di risorse concesse sia in termini di adesioni, inserito nel Contratto istituzionale di sviluppo. Sono ben 58 in Comuni che si sono uniti all’idea proposta dall’amministrazione di Campodipietra che punta alla valorizzazione dei tratturi e alla promozione di un nuovo concetto di turismo che passa per la riscoperta del paesaggio, delle bellezze architettoniche e delle eccellenze enogastronomiche del Molise. Un progetto sposato anche dal Consorzio di Bonifica Sud, l’ente che si occupa della gestione della diga di Chiauci.
Concessi 129 milioni di euro (dei 220 milioni complessivi) per la rete di 350 chilometri lungo i tratturi Lucera-Castel di Sangro, Pescasseroli-Candela e Celano-Foggia. Passato e presente che si uniscono: accanto alle antiche vie della transumanza verranno realizzati ciclovie, ippovie, percorsi pedonali e strutture ricettive. Il cosiddetto «turismo lento, adatto a tutte le tasche», come lo ha definito il sindaco di Campodipietra a margine dell’incontro in prefettura con il premier Conte, il ministro per il Sud Provenzano e l’ad di Invitalia Arcuri per la firma del Cis. Il progetto sarà completato in 5 anni, «questi sono in tempi indicati da Invitalia anche per ottenere il finanziamento. Dunque entro il 2024 – ha spiegato Giuseppe Notartomaso – saremo pronti a partire».
Un’idea sicuramente ambiziosa ma destinata a rivoluzionare il modo di fare turismo, e dunque sviluppo, in regione: «Bisogna capire quello che volgiamo fare da grandi – ha rimarcato Notartomaso – il Molise non offre tante prospettive dal punto di vista economico e quindi occupazionale. Non possiamo pensare allo slancio della nostra regione attraverso l’industria. Quelle che avevamo sono già scappate via, ma scappano da tutte le zone d’Italia, figuriamoci dal Molise. Per cui bisogna puntare sul territorio, sul paesaggio, sull’enogastronomia, sull’ambiente. Poi c’è un fenomeno molto diffuso che tendenzialmente porta sviluppo che è il turismo lento. Un turismo coinvolgente, non impattante, non inquinante un turismo sempre più ricercato e non solo perché economico. Intorno a noi ci sono milioni di turisti che possiamo intercettare attraverso questa strutturazione dei tratturi e con i progetti correlati che abbiamo messo in campo come il recupero delle opere architettonico e paesaggistiche e la valorizzazione delle nostre eccellenze enogastronomiche. Metteremo tutto a sistema e costituiremo un pacchetto turistico attrattivo che ci consentirà di stare al passo con le altre regioni. Auspichiamo che la Regione poi ci aiuti a promuovere questo pacchetto. Se ognuno di noi farà la sua parte questa strada ci consentirà di uscire da quell’arretratezza che, in questo caso, però può essere un vantaggio e non uno svantaggio. Chi vuole raggiungere il Molise avrà un pretesto per farlo perché troverà quello che abbiamo in mente di preparare e lo farà anche a dispetto della viabilità, magari impiegando un’ora in più. Ma non sarà questo a frenare il target di turisti a cui è rivolto il progetto».
Md

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