La discussione si è protratta fino al pomeriggio, ma alla fine il Consiglio ha approvato con 12 voti a favore la variazione di bilancio: 2 milioni di euro da ‘spalmare’ principalmente su interventi di edilizia scolastica e per ripianare un debito fuori bilancio. Nello specifico, l’amministrazione ha messo sul piatto 1milione e 180mila euro per la costruzione della nuova scuola di Mascione, struttura chiusa più di un anno fa per motivi di sicurezza. Risorse che Palazzo San Giorgio ha trovato grazie alla rimodulazione di alcuni avanzi di amministrazione, e non attraverso l’accensione di un mutuo, come annunciato in precedenza. Un provvedimento adottato, secondo il consigliere Pilone, per correre ai ripari dopo l’eclatante gesto di protesta dei genitori degli alunni che a settembre hanno riconsegnato le tessere elettorali al prefetto. «Fermo restando che sono convinto dell’importanza delle scuole di prossimità – ha evidenziato il civico – ma mi domando quale sia la prospettiva anagrafica da qui a 4 anni quando verrà completata le nuova scuola. Il mio dubbio è che non ci saranno più alunni e quindi bisognerà riconvertire la struttura».
Gli animi si sono scaldati sul capitolo Montini. Per la scuola di via Scarano il Comune ha previsto un intervento di miglioramento sismico del valore di 160mila euro, nonostante la relazione dell’Unimol consigliasse l’abbattimento o l’adeguamento sismico. «L’equipe del professor Callari – ricorda Pilone – cita una normativa nazionale per motivare che l’edificio deve essere sottoposto ad un’opera di adeguamento sismico. Mentre la dirigente ai Lavori pubblici Giovanna Iannelli sostiene che quella normativa è riferita solo al terremoto dell’Aquila e che invece a Campobasso si può fare un lavoro di miglioramento. Oggi approvando questa variazione si dà praticamente ragione alla teoria della Iannelli e si butta all’aria lo studio commissionato all’Unimol, che il Comune ha per altro pagato in parte con fondi propri. Inoltre nessuno ci ha spiegato, né è riportato nel documento, quale tipo di intervento si andrà a fare né tantomeno i tempi di realizzazione». Nel bilancio anche 260mila euro per coprire dei debiti fuori bilancio scaturiti da un pronunciamento del giudice che, accogliendo il ricorso di un cittadino, ha condannato il Comune al risarcimento e al pagamento delle spese legali.
Ma il colpo di scena c’è stato al momento della votazione sulla lottizzazione di San Giovannello. Il progetto prevede la realizzazione di una struttura residenziale di circa 100 appartamenti ed un’area commerciale nella zona tra via Altobello e via San Giovanni in Golfo. In cambio il Comune riceverebbe un terreno dove costruire una scuola (il tanto annunciato polo scolastico del Cep, a spese di Palazzo San Giorgio) e una palastra. Il primo a condannare il progetto -«incurante dell’impatto urbanistico e paesaggistico, dei vincoli ambientale, e del conseguente flusso veicolare devastante per un’area già congestionata»- fu il consigliere di maggioranza Michele Ambrosio. Lo stesso consigliere pronto, ieri pomeriggio, a presentare una pregiudiziale alla delibera. Ma non ce n’è stato bisogno. La delibera presentava infatti un vizio formale insanabile (andava approvata entro il 3 settembre), di cui né la giunta né la struttura Urbanistica si è accorta. E così il sindaco è stato costretto a ritirare la proposta di deliberazione. Per il momento dunque sfuma il discusso progetto di San Giovannello, a meno che il Comune non proponga un nuovo accordo di programma con il privato.

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