Il caso era scoppiato nel 2015, a seguito di un esposto in Procura presentato dal Movimento 5 Stelle per delle presunte irregolarità riscontrate all’interno della fiera del Corpus Domini, dopo che uno un consigliere aveva assistito alla riscossione di un contributo forfettario di 20 euro da parte di due funzionari dell’Economato del nei confronti di un abusivo.
Il giudice per le indagini preliminari ieri ha archiviato definitivamente il procedimento penale a carico dell’assessore alle Attività produttive di Palazzo San Giorgio Salvatore Colagiovanni e del dirigente comunale Vincenzo De Marco accusati di abuso d’ufficio e falso ideologico, e difesi dagli avvocati Fabio Albino e Giacomo D’Angelo.
«Il procedimento, nato all’epoca da vari esposti del Movimento 5 Stelle – spiega l’avvocato Fabio Albino – riguardava la assegnazione ,e le relative tasse, degli stalli delle bancarelle del Corpus Domini del 2015, e vedeva De Marco ed Colagiovanni indagati, a questo punto infondatamente, per abuso di ufficio e falso ideologico.
Secondo la iniziale accusa, essi avrebbero assegnato tali stalli, e percepito le relative tasse, in maniera indebita e contraria ai regolamenti comunali.
Così non era, dunque, dal momento che la oggi disposta archiviazione muove dalla motivazione secondo la quale erano garantite la tracciabilità del denaro, la regolarità delle ricevute e delle quietanze, nonché il rispetto dei regolamenti, peraltro connotati da complessità tecnica».

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