Il ‘verdetto’ è arrivato negli uffici comunali già qualche settimana fa. L’equipe di ingeneri dell’Unimol, guidata dal professor Carlo Callari, ha passato ai raggi X l’asilo nido di via Verga, come previsto dalla convenzione stipulata un anno e mezzo fa con Palazzo San Giorgio. La diagnosi, come già accaduto per le altre relazioni di vulnerabilità degli istituti cittadini, non è propriamente rassicurante. Va premesso che i calcoli della relazione sono stati sviluppati sulla base di dati già riportati in uno studio di vulnerabilità del 2007-2008, «che è purtroppo – si legge nel documento – disponibile solo in parte». Per mancanza dei dati necessari, ad esempio, in questo studio non sono state eseguite le verifiche dei solai (sottotetto e copertura) e delle fondazioni».
I professionisti dell’ateneo molisano hanno dunque dovuto affrontare «le difficoltà dovute alla mancanza di alcuni dei dati necessari alle analisi. Ad esempio, non è disponibile la documentazione del progetto originale riguardante l’armatura delle travi e non sono disponibili sondaggi eseguiti nei terreni nelle immediate vicinanze dell’edificio in esame». Tuttavia, lo studio della documentazione disponibile e i sopralluoghi del 28 ottobre 2016 e del 4 agosto 2017 hanno comunque evidenziato diverse criticità del plesso scolastico per la loro influenza negativa sulla risposta sismica della struttura.
Innanzitutto «la geometria della struttura presenta significative irregolarità, sia in pianta che in elevazione (la copertura è infatti caratterizzata da quote d’imposta variabili e da soluzioni a doppia falda, a padiglione e orizzontali). Come dimostrato dai risultati dei calcoli, queste irregolarità possono causare effetti torsionali.
Inadeguatezza delle armature e dei dettagli costruttivi. L’armatura è stata progettata per soli carichi verticali e oggi risulta quindi inadeguata. Inoltre, rispetto alle norme vigenti all’epoca del progetto della struttura in esame, le attuali norme tecniche sono molto più esigenti sia in termini di quantità che di dettagli costruttivi delle armature (passo delle staffe, diametri minimi delle barre, confinamento del calcestruzzo, legature ecc.), soprattutto ai nodi trave-pilastro.
Incertezze circa la resistenza del calcestruzzo. Si osserva che i valori di resistenza ottenuti dalle prove di compressione su carote di calcestruzzo sono molto bassi. Si tratta di resistenze considerate inaccettabili per i calcestruzzi strutturali, non solo dalle NTC 2008 ma anche dalle norme tecniche a cui fa esplicito riferimento la documentazione del progetto originale.
Coperture pesanti. Sono presenti cinque coperture a doppia falda, complete di solai di sottotetto, che insistono su travi emergenti. Per effetto di questa soluzione architettonica si ha una concentrazione di massa sismica nelle parti più alte dell’edificio. Inoltre le suddette travi risultano molto sollecitate, già per soli carichi verticali. Si determina infine una situazione di impalcato forte su pilastri deboli, che potrebbe favorire la formazione di meccanismi fragili.
Amplificazione sismica locale. Periodi dei modi di vibrazione e accelerazioni spettrali. Per le sue caratteristiche topografiche e stratigrafiche, per il sito in esame si prevede un’elevata amplificazione sismica locale. Inoltre, ai periodi dei primi tre modi di vibrare della struttura corrisponde il valore massimo di accelerazione spettrale.
Rischio di “sfondellamento” dei solai. Nell’intradosso di alcuni solai di copertura sono visibili fessure parallele ai travetti che potrebbero essere effetti del distacco tra travetti e pignatte. Non si può quindi escludere il rischio di “sfondellamento” dei solai».
Sulla base di questi risultati il pool di ingegneri suggerisce – come per gli altri edifici esaminati – due soluzioni alternative. La prima, che l’equipe del professor Callari definisce «ottimale», è la costruzione di un nuovo edificio scolastico in conformità alla vigente normativa in materia di sicurezza strutturale, efficienza energetica ed edilizia scolastica. La seconda è costituita dalla programmazione di interventi strutturali sull’edificio esistente.
Con riferimento a quest’ultima soluzione, si osserva che le Norme Tecniche 2018, appena entrate in vigore, prescrivono indici di sicurezza non inferiori a 0.6 per le scuole. Un indice di sicurezza di 0.6 per le scuole è approssimativamente equivalente a una vita nominale restante di poco superiore ai 10 anni. Un intervento di miglioramento sismico dovrà essere comunque opportunamente motivato da un’accurata analisi costi-benefici, di tipo comparativo rispetto alla soluzione alternativa rappresentata dalla costruzione di un nuovo edificio scolastico. «Nel caso l’amministrazione scegliesse la soluzione di un miglioramento sismico, si riportano nel seguito alcune raccomandazioni circa le attività da sviluppare a supporto della progettazione degli interventi strutturali. Esecuzione di indagini geotecniche nel sito in esame (ad oggi assenti) che includano una prova down-hole in foro di sondaggio lungo 30 metri e sviluppo della relativa caratterizzazione geotecnica; indagini integrative finalizzate a verificare i rapporti delle strutture di fondazione con i terreni. Esecuzione di indagini integrative sull’edificio finalizzate alla migliore definizione di:resistenza del calcestruzzo; armature delle travi (incluse quelle di fondazione); armature paretine in c.a. su cui poggiano le coperture a falda; particolari costruttivi e armature ai nodi.
Inoltre si raccomandano saggi finalizzati alla definizione completa della sezione strutturale dei solai (dimensioni, armatura e stato di precompressione dei travetti) e delle loro attuali condizioni, anche con riferimento al rischio di sfondellamenti, analisi della risposta sismica locale; esecuzione delle verifiche geotecniche e strutturali delle fondazioni e delle paratie di sostegno; verifiche dei solai (non eseguite dagli scriventi per mancanza dei suddetti dati); verifiche di resistenza di tutti i nodi trave-pilastro; e verifica sismica di tutti gli elementi non strutturali (tamponature, impianti, controsoffitti, ecc)».

Un Commento

  1. Michele Rocco scrive:

    Ma è mai possibile che un edificio con un solo piano, in cemento armato, sia stato costruito così male da dover essere abbattuto?
    Qui non c’entra se non erano in vigore norme antisismiche, c’entra il fatto che è stato cotruito male.
    Non trattandosi di un edificio di rilevanza storica, come ad es la scuola di via Roma, è bene che sia abbattuto e rifatto.
    Fare un adeguamento simico sulle fondamenta e sulle strutture sarebbe una spesa costosa e, come dimostrato in altri casi, non risolutiva.

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