Circa un quarto dei dipendenti del Conad, l’ipermercato che si trova all’interno del centro commerciale “Il Centro del Molise” di Campobasso, rischia il proprio posto di lavoro. Lo scorso 5 luglio, infatti, l’azienda ha avviato le procedure di licenziamento collettivo. Secondo la comunicazione inviata ai sindacati, alla Provincia e all’Ispettorato del lavoro, su 119 lavoratori 35 dovranno tornare a casa. Alla base del provvedimento, la crisi economica e il sensibile calo delle vendite nonché i costi elevati di struttura e di funzionamento.
Una decisione che ha gettato nel panico i lavoratori che, con la lettera della Molisedea, la cooperativa che gestisce il personale dell’ipermercato, hanno visto svanire in un attimo anni di duro lavoro e sacrifici per se stessi e per le proprie famiglie.
La stessa condizione di crisi aveva già portato l’azienda nel 2013 a far ricorso agli ammortizzatori sociali e ad un taglio del personale.
L’azienda insieme ai sindacati aveva dunque deciso di gestire l’esubero di personale con l’applicazione di un contratto di solidarietà della durata di 24 mesi – successivamente prorogato dalla società insieme ai sindacati per ulteriori 24 mesi – con scadenza il 31 marzo dello scorso anno.
Nel febbraio 2017, quando la società ha comunicato l’avvio di una procedura di licenziamenti collettivi, è stato applicato nuovamente un contratto di solidarietà difensivo, questa volta della durata di 18 mesi, con scadenza il 30 settembre del 2018.
Nel frattempo la società ha cercato di migliorare i propri obiettivi economici mediante azioni di ristrutturazione e innovazione del punto vendita puntando inoltre sulla formazione del personale attraverso corsi e iniziative per migliorare la qualità del servizio offerto. Ma tali tentativi non hanno dato i frutti sperati. La crescente e massiccia concorrenza sul territorio e il divario tra costi e ricavi ha fatto il resto.
Nel dettaglio la società ha registrato un brusco calo nel fatturato negli ultimi 5 anni (circa il 26%). Nel 2012 infatti il fatturato era di 34.369.00 euro, nel 2017 si è passati al 25.449.00 euro. Anche la tendenza registrata nei primi mesi del 2018 non fa sperare in risultati migliori.
Il personale eccedente riguarda le 35 unità dell’area vendita. Sono esclusi dunque i lavoratori della struttura di direzione e della parafarmacia.
Per la società dunque questa rappresenta l’unica via percorribile. Resta da capire quali lavoratori torneranno a casa e con quale criterio verranno scelti.

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