Sei anni e otto mesi di galera. Tanto dovrà scontare il 21enne del Gambia che il 29 marzo dell’anno scorso ferì un 60enne alla testa, a colpi di spranga.
Ieri mattina il collegio giudicante del tribunale di Isernia ha emesso la sentenza, riconoscendo il tentato omicidio. Il presidente Enzo Di Giacomo e i magistrati a latere Ginesi e Zarone, hanno reso nota la pena dopo mezzora di camera di consiglio. La condanna risulta inferiore rispetto alla richiesta del pm Gaeta che, nella sua requisitoria, considerate le diminuzioni dovute al rito abbreviato e al vizio parziale di mente dell’imputato, aveva riassunto i fatti e ritenuto congrui otto anni di detenzione. Stabilito anche il risarcimento per la vittima dell’aggressione: il pensionato originario di Santa Maria del Molise, dovette sottoporsi a un delicato intervento chirurgico alla testa e, dopo un periodo di ricovero all’ospedale dell’Aquila, seguì un lungo percorso riabilitativo. La famiglia si è costituita parte civile nel processo e i legali hanno sostenuto, così come la pubblica accusa, che quel giorno, all’esterno del bar di Cantalupo posto sulla Statale 17, il migrante tentò di uccidere il pensionato.
La difesa del ragazzo, affidata all’avvocato Paolo Sassi, invece, ha tentato di sostenere che il capo d’imputazione dovesse essere derubricato a ‘lesioni aggravate’, in quanto non ci sarebbe stata alcuna volontà di attentare alla vita del malcapitato.
Tra 90 giorni verranno depositate le motivazioni della sentenza e solo dopo l’analisi accurata degli atti l’avvocato Sassi presenterà ricorso in Appello, per ottenere una condanna inferiore.
Il 21enne, che è recluso nel carcere di Pescara, ieri non era presente in aula così come nel corso dei mesi non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
Quel giorno, quando incontrò il 60enne, era da poco uscito dal centro d’accoglienza di cui era ospite, una struttura che si trova a pochi metri dal bar divenuto teatro del tentato omicidio. Si avvicinò alla vittima e chiese una sigaretta. «Non fumo», fu la risposta dell’uomo a cui seguì l’improvvisa aggressione. Il 21enne afferrò una spranga di ferro che trovò in uno spiazzo poco distante e si avventò sul 60enne, colpendolo violentemente al capo. I carabinieri lo fermarono subito dopo, mentre vagava da quelle parti e intanto sul posto accorrevano i soccorsi.
La perizia medica illustrata la settimana scorsa definì che in quel momento la capacità di intendere e di volere del nordafricano era ‘scemata’ e che ora, essendo in cura farmacologica, era perfettamente in grado di sostenere un processo.
VC

Un Commento

  1. Emanuela scrive:

    A mio personalissimo avviso per il tentato omicidio la pena irrogata è troppo lieve. Ma se le leggi italiane sono queste….. oltre tutto, sempre per me, il rito abbreviato per reati di sangue non dovrebbe essere applicato……

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