È caos in città per il pagamento della Tari. L’ufficio tributi del Comune in queste ore ha ricevuto numerose chiamate da parte di cittadini sorpresi per l’entità dell’importo e soprattutto perché impossibilitati a versare la somma in un ‘unica soluzione.
La tassa sui rifiuti è stata suddivisa in quattro rate e, se per le attività commerciali è quasi raddoppiata, per le utenze domestiche ha subìto una pesante variazione.
La rabbia degli isernini è esplosa sui social network, dove tanti hanno denunciato un incremento fino a 100 euro rispetto al 2016, spiegando altresì di essere rimasti stupiti del sistema previsto dall’ente per versare la quota in una sola rata.
Per evitare la rateizzazione infatti, dall’ufficio tributi hanno spiegato che bisogna compilare quattro modelli F24, in quanto al momento non ne è stato previsto uno generale, per chi volesse togliersi il pensiero ‘una tantum’.
Il disservizio è stato causato da un problema del programma informatico che entro la giornata odierna dovrebbe essere risolto.
Inoltre molti isernini non hanno ancora ricevuto a casa i modelli per pagare e, nonostante il documento sia disponibile online, sul sito dell’agenzia delle entrate, si è dovuto provvedere a uno slittamento, al 31 maggio, del termine ultimo del saldo della prima rata.
Il vicesindaco Pietrangelo e il consigliere comunale Nicola Moscato, intervenendo nell’aspro dibattito scoppiato su facebook hanno rassicurato la popolazione, spiegando che è possibile pagare una volta sola senza sostenere costi aggiuntivi.
Le lamentele però restano e fanno riferimento soprattutto all’importo della tariffa. Nonostante la disposizione fosse nota dalla metà dello scorso marzo, gli utenti non si aspettavano un aumento così considerevole.
All’epoca, il sindaco e il consigliere delegato al bilancio Giampiero Mancini garantirono che l’aumento sarebbe stato insignificante, pari a 15-20 euro al massimo per ogni famiglia, mentre ora, alla prova dei fatti, la realtà è ben diversa. Un incremento che risulta ancora più incomprensibile se si pensa che la raccolta differenziata dei rifiuti pare funzionare sempre meglio a Isernia.
La disposizione, che scatenò una polemica nel corso dell’assemblea di Palazzo San Francesco, venne spiegata come una necessità per far fronte all’errore di calcolo, tra spese ed entrate, riscontrato nel piano finanziario dello scorso anno, firmato dal commissario prefettizio Vittorio Saladino.
L’opposizione la definì una «scelta politica», ma il primo cittadino rispedì al mittente le accuse, sostenendo che non è intenzione della sua amministrazione aumentare le tasse.
Nel frattempo, sempre sul web, è stato lanciato un appello clamoroso da parte di un gruppo di cittadini infuriati. L’idea, proposta sui social, è quella di pagare in massa l’intero importo della Tari, in un’unica soluzione nell’ultimo giorno utile. Una protesta che, a detta dei ‘dissidenti dell’aumento’ comporterebbe numerosi disagi al Comune, in quanto l’ente incasserebbe le spettanze dovute tra diversi mesi.
Nella polemica è entrata anche l’ex consigliera comunale Linda Dall’Olio, rimasta fuori dall’attuale amministrazione nonostante gli oltre 300 voti ottenuti.
«Si sta riducendo il tutto a una dinamica di ‘scarica barile’ sulla gestione commissariale o sulle amministrazioni precedenti – ha affermato -. Il contratto è il medesimo di due e tre anni fa,quello che cambia è chi lo interpreta.
La Tari aumenta perché vengono modificate ad arte le spese,”caricando” su questa tassa altre spese e altri servizi che prima venivano pagati dal Comune ed erano compresi in altri tributi e quindi in altri capitoli. Un esempio: il servizio per lo smaltimento delle deiezioni canine (i bidoncini verdi che troviamo in giro) era in precedenza pagato direttamente dal Comune con la disponibilità di cassa derivante da altre imposte, quest’anno invece è stato “trasferito” nella Tari e deve quindi pagarlo il cittadino.
Possiamo aggiunge le spese per l’acquisto di nuovi mastelli, quelle per l’ampliamento del porta a porta nelle borgate, nonché magari l’esigenza di recuperare qualche soldino per destinarlo a copertura di qualche spesa di facciata(inaugurazioni,eventi e varie).
Questa è responsabilità amministrativa, altrimenti ci si può dedicare ad altro».

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