‘Giù le mani dal dentino preistorico’: si è scatenata sui social, come nei bar, la polemica a seguito della ‘trasferta’ a Venafro del reperto rinvenuto nel sito paleolitico ‘La Pineta’. Oggi infatti sarà in mostra temporanea al castello Pandone, in occasione della conferenza delle Assemblee Legislative delle Regioni d’Europa e dei presidenti dei Consigli regionali d’Italia e delle Province autonome.
Una scelta mal digerita da molti isernini che, solo pochi giorni fa, hanno accolto con gioia il ritorno al museo del Paleolitico di quello che, a tutti gli effetti, viene considerato un patrimonio di inestimabile valore per la comunità pentra.
‘Bocciata’ dunque da più parti la decisione di far uscire dalla città il dentino, anche se solo per un giorno. Il motivo è presto detto. Perché i partecipanti all’evento non possono venire a Isernia per ammirare il reperto? È questa la domanda che molti utenti del web pongono sui social. «Sarebbe un’occasione – hanno affermato – per far conoscere agli illustri ospiti il sito del paleolitico e anche la nostra città». «Ci sono voluti anni per far tornare il dentino da Ferrara – si legge in un altro post -. Ora è giusto che resti qui, per valorizzare l’intero sito preistorico».
Sulla stessa lunghezza d’onda i componenti del Cartello Cultura ‘PreistorIs’ che, l’altro giorno si sono dati appuntamento alla Stazione per dire ‘no’ alla trasferta venafrana e, più in generale, per analizzare tutte le criticità con cui ‘La Pineta’ fa i conti. I manifestanti hanno dunque auspicano un passo indietro, chiedendo al sindaco e all’intero Consiglio comunale un intervento in tal senso. «Si spera che le autorità provenienti da altre regioni – ha affermato il portavoce Emilio Izzo -, dopo i loro lavori e dopo la visita alla bella città di Venafro, facciano un’escursione al Museo del Paleolitico di Isernia (costato oltre trenta miliardi per essere visitato), dove noi stessi saremo felici di accoglierli e di guidarli sapientemente ed amorevolmente, così come si conviene a chi ama la propria terra e rispetta il patrimonio dell’umanità».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’assessore comunale alla Cultura Eugenio Kniahynicki, che, nei giorni scorsi, ha parlato letteralmente di ‘occasione persa’, esortando i promotori dell’iniziativa al passo indietro. «Ho appreso la notizia sabato scorso in occasione d’un convegno, e ritengo che alcune riflessioni vadano fatte – ha esordito Kniahynicki – Per carità, è tutto legittimo, specie se l’iniziativa parte dal presidente del nostro Consiglio regionale, Vincenzo Cotugno, e se c’è l’avallo del direttore del Polo Museale del Molise, Leandro Ventura. Però mi chiedo quali siano le ragioni che inducono a spostare il dentino a Venafro e non piuttosto a far in modo di portare in visita a Isernia, nel Museo del paleolitico, i presidenti dei Consigli Regionali d’Italia e consentire loro d’ammirare sia il dentino sia l’intera struttura museale».

Un Commento

  1. Michele Rocco scrive:

    La presenza dei presidenti dei consigli regionali di tutta Italia è una buona occasione per far conoscere il nostro territorio e Venafro in particolare. Però è anche un’occasione per far visitare qualcosa di unico che esiste solo ad Isernia, il Museo del Paleolitico. Il dentino si potrebbe anche spostare, ma deve servire da pretesto per invogliare i presidenti a visitare il Paleolitico.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.