Il caso Weinstein agita anche la politica isernina, oltre che il mondo dello showbiz mondiale. La polemica è quella che vede contrapposti l’assessore alla Cultura Eugenio Kniahynichi e il consigliere comunale Stefano Testa dopo un post del giovane amministratore condito da frasi che molti utenti del social network hanno ritenuto sessiste. «Quindi più che attrici erano tutte #meretrici», recita il messaggio scritto da Kniahynicki sulla sua bacheca in merito alla vicenda delle accuse rivolte al famosissimo produttore cinematografico americano Harvey Weinstein, fondatore della Miramax, vincitore di un oscar per ‘Shakespeare in Love’ e considerato l’artefice di centinaia di successi al botteghino. Il noto imprenditore dal 6 ottobre scorso è al centro di un’inchiesta che lo vede indagato per violenze sessuali e abusi perpetrati su numerose attrici e su alcune sue collaboratrici. A scoperchiare il ‘vaso di Pandora’ è stata un’inchiesta del New York Times che riportava le testimonianze di star quali Ashley Judd e Rose McGowan, ma col passare dei giorni alle loro denunce si sono aggiunte quelle di altre attrici: Angelina Jolie, Gwyneth Paltrow, Judith Godrèche, Rosanna Arquette, Mira Sorvino, Cara Delevingne, Léa Seydoux, Kate Beckinsale, Ambra Battilana e Asia Argento. Proprio quest’ultima ha rivelato di aver subito una violenza all’età di 21 anni e di essersi poi rifiutata di lavorare ancora con il suo ‘aguzzino’. A far rumore è stata anche la scelta della figlia di Dario Argento e di altre sue colleghe di rivelare tutto a tanti anni di distanza dai fatti che avrebbero contraddistinto il ‘modus operandi’ di Weinstein praticamente fino all’altro ieri. Fatti circostanziati, messaggi e addirittura dei fax (questi ultimi inviati proprio da Asia Argento a una giornalista de ‘Il Giornale’) compongono gli atti di un’indagine che inquadra Weinstein come un vero e proprio mostro. E così se molte donne, in tutto il mondo, così come molti uomini hanno espresso tutta la loro solidarietà nei confronti delle presunte vittime, evidentemente l’assessore isernino si è fatto un’idea diversa. Quella parola «meretrici», oltre che banalizzare una vicenda che andrà chiarita in sede giudiziaria, ma che in ogni caso parla di abusi, non è piaciuta affatto a molti internauti, i quali hanno subissato di commenti il messaggio ‘incriminato’ arrivando a chiedere le dimissioni dell’esponente della Giunta d’Apollonio. Primo tra tutti a evidenziare la ‘caduta di stile’ (per usare un eufemismo) di Kniahynicki è stato Stefano Testa.
«Dichiarazioni inaccettabili che rendono imbarazzante e inopportuna la permanenza di chi le ha pronunciate nel ruolo istituzionale di rappresentante della cultura per il comune di Isernia – le parole del consigliere di ‘Persone e idee per Isernia’ -. Il sindaco ne prenda atto: altrimenti, chi tace acconsente». Alla sua richiesta si sono aggiunte quelle di diversi cittadini che hanno condannato fortemente l’’uscita’ infelice dell’assessore chiedendo scuse e dimissioni, dopo aver riscontrato in quelle parole chiare offese al mondo femminile e una ‘sentenza’ anticipata dell’intera vicenda.
«Si tratta di ironia caro consigliere», la successiva spiegazione del diretto interessato che poi ha dato vita con Testa a un battibecco animato. Cosa farà ora il sindaco? Lascerà cadere la cosa o chiederà conto al suo assessore di quelle dichiarazioni che hanno indignato molte donne? Difficile prevederlo, certo è che oggi non si può ignorare ciò che accade online e in particolare sui social, spesso teatro di scontri anche politici.

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