Arrivavano a Isernia persino da Palermo e Milano, perché sapevano che nel capoluogopotevano ottenere un rinnovo ‘facile’ della carta di qualificazione del conducente, titolo indispensabile per chi, nella vita, si occupa a livello professionale, del trasporto di persone e merci. Una vera ‘pacchia’ per gli auotostrasportatori che, in città, potevano contare sulla compiacenza di funzionari della motorizzazione e dei titolari di un’autoscuola. A stroncare quella che ormai era divenuta una prassi ci hanno pensato gli agenti della Polizia Stradale pentra che hanno denunciato oltre cento persone, tutte con l’accusa di truffa. Tra loro alcuni dipendenti della Motorizzazione i titolari dell’autoscuola. Ma l’inchiesta è destinata ad avere numeri ben più imponenti. Pare infatti che la lista degli indagati sia destinata ad allungarsi parecchio. Per ora le pratiche ‘ritoccate’, individuate sono più di sessanta, ma sono attesi a breve nuovi sviluppi. Un’indagine lunga e complessa, quella della polstrada, fatta di accertamenti minuziosi legati all’iter da seguire per ottenere il rinnovo della Carta di Qualificazione del Conducente.
Tutto ha avuto inizio grazie a un controllo programmato a campione negli uffici della Motorizzazione di Isernia. Un’attività di routine, insomma. Ma gli agenti, spulciando le carte, hanno subito notato delle anomalie. Per questo hanno deciso di andare fino in fondo alla vicenda. E così, nel giro di poco, semplici accertamenti si sono trasformati in una delicata indagine di polizia giudiziaria.
La procedura Gli autotrasportatori professionali devono necessariamente essere dotati della Carta di Qualificazione del Conducente, che si ottiene sostenendo uno specifico esame. Poi ogni quattro anni, bisogna rinnovarla. Per farlo però è necessario seguire un corso di formazione di trentacinque ore, da seguire presso un’autoscuola autorizzata. In questo modo si ottiene un’attestazione, che va presentata alla Motorizzazione. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti della Polstrada, a Isernia era però possibile velocizzare l’iter.
In pratica gli autotrasportatori che arrivavano in città ottenevano il rinnovo senza frequentare le lezioni. Il meccanismo truffaldino era stato talmente studiato da rasentare quasi la perfezione. Per questo attirava professionisti del trasporto da ogni angolo d’Italia, ammaliati dai tempi rapidi del rinnovo del titolo, indispensabile per la loro professione. Un bel risparmio di tempo considerando che la frequenza dei corsi prevede mediamente cinque giorni di lezioni. Altro aspetto al vaglio degli investigatori è il giro d’affari legato al maxi raggiro. In merito, almeno per ora, in questura bocche cucite. Certo è che i costi per ottenere in maniera legale il rinnovo del titolo è di duecentocinquanta euro. E non si può escludere che in città i prezzi fossero più elevati. Ma è ancora presto per dirlo. Le indagini vanno avanti a caccia di nuovi elementi utili a definire i contorni del mega raggiro.
Deb.Div.

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