Guerra dell’acqua in Abruzzo: un nuova battaglia vinta per l’imprenditore di Isernia Camillo Colella. La società Santa Croce spa può infatti tornare in possesso della cosiddetta ‘vasca di calma’, lungo la conduttura che collega le sorgenti di acqua minerale Sant’Antonio Sponga di Canistro, in località Capranica, allo stabilimento della società  che aveva in concessione il bene. Questo, in sostanza, quanto stabilito dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avezzano, Anna Carla Mastelli. Il gip, al termine di una lunga controversia giudiziaria, ha infatti disposto l’immediata restituzione delle chiavi che erano state consegnate in affidamento momentaneo al responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Canistro, Massimo Iafolla, le ha restituite nei giorni scorsi.«Pian piano la verità sta venendo a galla –  ha dichiarato Camillo Colella al sito web abruzzese Abr24news – in questo caso, i giudici hanno riconosciuto l’«La illegittimità dell’istanza della Regione, sono fiducioso che anche le altre cause legali e le istanze di risarcimento milionari facciano giustizia rispetto alle vessazioni che sto subendo da anni».Quella che si è appena conclusa è una delle tante controversie che da anni ormai caratterizzano una sorta di braccio di ferro tra la Regione e la Santa Croce, tra le quali è in atto un serrato contenzioso. La vicenda, che secondo la Santa Croce ha “dell’incredibile”, ha avuto inizio nell’ottobre 2016, con il sequestro, prima probatorio poi preventivo, da parte della procura della Repubblica di Avezzano, della valvola a farfalla e del misuratore all’interno della stabilimento. Un provvedimento emesso su istanza della Regione, teso a impedire alla Santa Croce, alla quale erano state negate le proroghe e revocata la concessione, di captare e imbottigliare acqua. Per operare la misura in sicurezza, i magistrati avevano ordinato la chiusura della conduttura in alto in località Capranica, di proprietà della Santa Croce stessa, con le chiavi che erano state date in possesso al tecnico comunale di Canistro. Prima il Riesame ha annullato l’ordinanza di sequestro della procura che aveva emesso il provvedimento per danneggiamenti della valvola e del misuratore, poi il tribunale di Avezzano, al quale si era rivolta la spa di Colella, che aveva denunciato il Comune di Canistro per la riconsegna delle chiavi, ha stabilito che «l’attuale possesso delle chiavi da parte dell’affidatario non trovava alcun valido titolo legittimante». In tal modo è stata data sostanzialmente ragione all’imprenditore isernino. Solo che i giudici non hanno disposto la riconsegna delle chiavi invitando la Santa Croce a citare direttamente il tecnico comunale. E alla fine il ricorso al gip ha risolto la questione.

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