«Al primo posto, per me, resta l’impegno verso Isernia e i suoi cittadini». Un punto fermo per il sindaco Giacomo d’Apollonio, alle prese con quello che, dal punto di vista politico, è di certo il momento più difficile dall’inizio del suo mandato. Maggioranza divisa e, anche se per il primo cittadino non si tratta di una vera e propria crisi, certo è che si trova a fronteggiare di una situazione piuttosto complessa e delicata. «In questi giorni sto incontrando i consiglieri che appartengono ai gruppi dell’area di centrodestra – ha spiegato -, per quelle che non definirei vere e proprie consultazioni, ma piuttosto un confronto su varie tematiche. Dal quadro che emerge, non credo che si tratti di una crisi che possa mettere in discussione l’amministrazione. Ci troviamo di fronte a una doppia valutazione, da parte della maggioranza, rispetto a una questione legata ad un aspetto istituzionale, vale dire la presidenza del consiglio.
Al massimo entro martedì completerò il giro di incontri, poi valuterò il da farsi. Certo è che, fino ad ora, ho trovato grande disponibilità a ragionare sui temi. Bisogna ora capire se è possibile trovare una convergenza».
E intanto se per i Popolari bisogna procedere a nuove elezioni per la carica di presidente del Consiglio, la Lega avrebbe intavolato una trattativa per avere un posto nell’Esecutivo, con il consigliere Stefano Testa in pole per la carica di assessore.
Certo è che i tempi sono stretti. Il vero banco di prova è rappresentato dal bilancio di previsione che sarà presentato all’esame dell’assise nel giro di meno di un mese. E solo in quel momento sarà possibile accertare la tenuta della maggioranza e se ci sono ancora i numeri per andare avanti. «In questi anni – ha poi voluto sottolineare d’Apollonio – abbiamo lavorato tanto e bene. E quest’anno prevediamo di mettere a disposizione della collettività, per i servizi da garantire, circa tre milioni di euro. Un bel passo avanti se si considera che due anni fa avevamo a disposizione solo 88mila euro».
Ma sono diversi gli aspetti da tenere in considerazione, pure alla luce di uno scenario politico che è mutato, anche a seguito delle elezioni regionali dello scorso anno che ha determinato una rimodulazione delle forze politiche presenti a Palazzo San Francesco. Diversi infatti i consiglieri che ora si trovano in formazioni diverse rispetto a quelle con cui sono stati eletti. «Durante gli incontri – ha detto ancora d’Apollonio – è stata rimarcata la necessità di tenere conto dei mutamenti del quadro politico. E molti mi hanno chiesto di valutarlo. Io, per ora non ho dato risposte. Non è certo una situazione semplice, ma per me al primo posto resta l’impegno verso la città. Valuterò il da farsi e deciderò se vale la pena allargare la giunta o continuare con l’esecutivo attuale».
Dunque sono giorni cruciali a Palazzo San Francesco, dopo la seduta dello scorso 8 febbraio che ha portato alla chiusura anticipata dei lavori per mancanza del numero legale, dopo la bagarre in aula legata all’ormai famigerato articolo 22 del nuovo statuto che disciplina le elezioni del presidente del Consiglio. Tutta la discussione si è concentrata sull’opportunità o meno di esaminare e votare l’argomento messo in agenda a seguito della richiesta da parte del gruppo dei Popolari a Palazzo San Francesco – Gianni Fantozzi, Salvatore Azzolini, Vittoria Succi, Giovanni De Marco, Enzo Di Luozzo e Tiziana Pizzi – insieme alla consigliera di opposizione Rita Formichelli.
Come è noto, alla luce di tale istanza, il presidente Lombardozzi ha deciso di chiedere un parere al Ministero dell’Interno guidato dal vicepremier Matteo Salvini sulla validità di quanto disposto dallo Statuto comunale. E per il Viminale la riposta è stata chiara: l’articolo non può avere valore retroattivo. Subito dopo il consigliere Enrico Caranci ha letto un documento, firmato insieme ai colleghi Nicola Moscato, Elisabetta Lancellotta, Rita Di Pilla e Rita Papili con il quale, proprio alla luce del parere del Viminale, ha chiesto di ‘andare oltre’ il punto in questione, occupandosi degli altri argomenti in agenda. Ed è proprio sulla pregiudiziale che la maggioranza si è spaccata determinando la chiusura anticipata della seduta.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.