Superare paura e vergogna per trovare la forza di denunciare. Non è facile, soprattutto quando a farti del male è un familiare o la persona che ti ha promesso amore e protezione. Per questo è fondamentale riuscire a trovare sostegno da parte delle istituzioni. Lo sa bene il questore di Isernia Roberto Pellicone che, proprio per aiutare in maniera concreta le vittime di violenza, donne e minori in particolar modo, ha deciso di realizzare all’ingresso della struttura di via Palatucci una stanza di ascolto riservato. Ieri mattina la cerimonia di inaugurazione della sala, che è stata intitolata a Stefania Cancelliere, la 39enne di Isernia uccisa nel giugno del 2012 dall’ex compagno. Al taglio del nastro hanno partecipato rappresentanti dei Centri Antiviolenza e degli Sportelli di Ascolto attivi sul territorio provinciale. La stanza è arredata in modo da creare un luogo di ascolto accogliente e rassicurante.
Al suo interno, personale qualificato della Divisione Anticrimine raccoglierà richieste e segnalazioni, “prendendo in carico” la vittima, al fine di intercettare e gestire con professionalità e riservatezza il disagio e le paure di chi subisce abusi o di testimoni vulnerabili, in modo da rilevare tempestivamente eventuali fattori di rischio. L’obiettivo è, in sostanza, quello di garantire una corsia preferenziale di trattazione della segnalazione raccolta, anche attraverso l’ attivazione immediata della rete antiviolenza locale e regionale, con la quale si lavora quotidianamente in sinergia. L’esperienza della Polizia e delle associazioni da tanti anni impegnate su questi temi mostra l’esistenza di un “sommerso” che troppo spesso non si traduce in denuncia, anche perché il più delle volte l’aggressore è una persona a cui la vittima è legata da vincoli affettivi, che determinano una condizione di grave stress emotivo e psicologico. Non basta, quindi, applicare la legge: è necessario assicurare alla donna accoglienza, informazioni e sostegno, necessari ad uscire dalla condizione di soggezione e isolamento che sta vivendo.
«Tenevo molto alla realizzazione di questa stanza – ha sottolineato Pellicone – che è una corsia preferenziale per chi ha bisogno di condividere le proprie paure potendo contare su personale specializzato della Polizia di Stato che può dare loro i consigli necessari. A breve divulgheremo anche dei numeri telefonici a cui potersi rivolgere, oltre naturalmente al 113, per concordare gli incontri. La stanza è stata realizzata al di fuori dell’ufficio denunce, proprio per consentire alle vittime di confrontarsi con personale specializzato».
Alla cerimonia di ieri hanno partecipato anche i familiari di Stefania Cancelliere, mentre Livio, il fratello della donna, non potendo essere presente, ha inviato un messaggio. «L’iniziativa di intitolare a Stefania una stanza di ascolto riservata ci ha sorpresi e commossi – si legge nella lettera -. Ho avvertito la sensazione che il nostro legame con Isernia sarà ancor più forte e vivo. Mi auguro che la tragedia che ha colpito Stefania e la nostra famiglia, sia un monito per ogni donna che entrerà in quella Stanza. Mi auguro che ogni donna, prima di entrare nella Stanza, si soffermi a leggere il nome di Stefania, chiedendosi chi fosse e cosa le sia successo. Una stanza di Ascolto perché si intervenga prima che sia troppo tardi, perché tragedie simili non continuino a ripetersi».
Presente all’inaugurazione anche la consigliera regionale Filomena Calenda che ha voluto ricordare Stefania. « Con questa importante iniziativa, fortemente voluta dal questore Pellicone – ha sottolineato -, quel tragico avvenimento torna a scuotere le nostre coscienze. Da oggi Stefania Cancelliere non è solo un nome di una donna vittima di violenza ma rappresenta anche uno spiraglio di luce per chi quotidianamente vive e subisce questo dramma».

Deborah Di Vincenzo

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