Sei chilometri di distanza dalla Costa dei Trabocchi; dimensioni analoghe a quelle di un palazzo di dieci piani; oltre 14mila tonnellate di rifiuti prodotti nella prima fase; collegamento con 4-6 pozzi; una nave lunga 320 metri, più dello stadio di Pescara, a dieci chilometri dalla costa; da 36 a 42 chilometri di condotte per olio, gas e acqua; immissione in atmosfera, nel corso di 25 anni di attività, di 2 milioni 413mila tonnellate complessive di sostanze.
Il Wwf Abruzzo torna a lanciare l’allarme sul mega-progetto petrolifero di ‘Ombrina Mare’ – 35 per 24 metri per 43,5 metri di altezza – che sorgerà a largo della Costa dei Trabocchi e lo fa presentando i “numeri astronomici” che contraddistinguono l’iniziativa.
I dati, desunti dai documenti depositati dalla Medoilgas e da altri documenti ufficiali, sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa a Pescara, a cui hanno preso parte, tra gli altri, la referente energia dell’associazione, Fabrizia Arduini, e il referente acque, Augusto De Sanctis.
La nave in questione, una “vera e propria raffineria galleggiante” definita Floating Production, Storage and Offloading (FPSO), “è destinata alle operazioni di separazione dell’olio dal gas, dissalazione e al delicato processo di desolforazione del gas, tre fasi – hanno spiegato gli ambientalisti – normalmente considerate negli schemi dei petrolieri proprie della raffinazione. La Fpso potrà stoccare 50mila tonnellate di olio oltre a 10.000-15.000 metri cubi di acqua di formazione e ogni mese, per 25 anni, verrà avvicinata da un’altra nave che caricherà l’olio per trasportarlo altrove”.

 

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