consiglio comunale venafro 1 febbraio 2017 giunta

I contribuenti venafrani che hanno ricevuto una ingiunzione di pagamento relativa a tributi locali dal 2000 al 2016 potranno aderire al nuovo regolamento approvato dal Comune e pagare l’importo scontato dalle sanzioni.
L’operazione, resa possibile dal decreto legislativo numero 193 del 2016 (governo Renzi), è stata approvata ieri sera dal Consiglio comunale praticamente all’unanimità. Pesante, però, l’unico voto fuori dal coro: l’assessore al Bilancio, Carlo Potena, si è infatti astenuto. Il titolare dei conti del Municipio ha addotto motivazioni etiche, di giustizia sociali nei confronti dei cittadini che hanno invece sempre pagato puntualmente con grandi sacrifici. Dal punto di vista finanziario l’ok al «Regolamento comunale disciplinante la definizione agevolata delle entrate comunali non riscosse» costerà all’ente locale quasi mezzo milioni di euro. Il carico attualmente in mano a Poste Tributi ammonta a 1,855 milioni di euro: soldi, cioè, che il Comune avrebbe dovuto incassare senza la “sanatoria”. In ogni caso, se tutti – per assurdo – aderissero al nuovo Regolamento, Palazzo Cimorelli introiterebbe comunque intorno a un milione e 300mila euro. A conti fatti, in media ogni contribuente potrà vedersi scontate le sanzioni che sono pari a circa il 30% dell’ingiunzione totale. Un bello sconto che, tuttavia, non dovrebbe attirare tutti considerando che, come sollevato in aula dalla consigliera di minoranza Elena Bianchi, molte cartelle sono arrivate prescritte.
Sia come sia, i venafrani che vorranno mettersi in regola avranno a disposizione fino a un massimo di 15 rate (in ogni caso si dovrà pagare l’intero ammontare entro settembre 2018). A breve il Comune renderà note le modalità operative dell’adesione alla «definizione agevolata».
Come detto, durante la discussione sul provvedimento è emersa la voce fuori dal coro dell’assessore Potena («da sempre contrario a condoni e sanatorie») che ha comunque giustificato in qualche modo l’operazione parlando di una ingiustizia sociale possibile da superare se si considera che ad esempio Equitalia ha ancora in mano cartelle relative a tributi locali per 105mila euro. In questo caso i contribuenti senza passare per il nuovo regolamento potranno vedersi stralciate le sanzioni per via della legge nazionale. Sarebbe insomma stata una discriminazione al contrario non consentirlo pure con il nuovo ente di riscossione Poste e Tributi.
Nonostante il sindaco Antonio Sorbo abbia in aula rivendicato il provvedimento, l’approvazione non era scontata poiché lo stesso primo cittadino ha citato i casi di Campobasso, Termoli e Isernia che in effetti non hanno aderito. La discussione è stata accesa, sia sulla ennesima convocazione d’urgenza (contestazione in apertura di seduta dal capogruppo d’opposizione Alfonso Cantone) che sulla opportunità di «aderire prima» sollevata dalla Bianchi. L’assessore Potena ha tuttavia spiegato le ragioni tecniche per cui si è arrivati sostanzialmente all’ultimo minuto. Insomma, l’assessore al Bilancio ha difeso in toto l’operato dell’amministrazione, salvo poi astenersi. Il regolamento è stato votato anche da minoranza e gruppo Misto.

(su Primo Piano Molise di oggi in edicola)

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