Dopo la prima assoluzione di aprile, per un danno contestato di 8 milioni, è arrivata la seconda sentenza favorevole per 20 persone finite davanti alla Sezione giurisdizionale della Corte dei conti del Molise. In questo caso il danno erariale ipotizzato dalla procura ammontava a 4,7 milioni.
Il caso è quello della Circumlacuale, la strada progettata ormai vent’anni fa e mai costruita. Ne è stata realizzata una minima parte. Inservibile visto che con l’arteria si intendeva collegare la Fondovalle Tappino e il Cratere sismico. Avrebbe tirato fuori dall’isolamento la zona e facilitato la viabilità interna e verso i grandi centri di Riccia, Colletorto, San Giuliano di Puglia e Santa Croce di Magliano. A rispondere della mancata realizzazione, finita pure sotto la lente della magistratura penale dopo la lunga e meticolosa indagine della Guardia di Finanza di Campobasso, numerosi esponenti delle giunte regionali guidate dall’ex presidente Michele Iorio, i progettisti, i tecnici anche della Comunità Montana di Riccia, che è stata per un periodo soggetto attuatore. Poi il governo Iorio l’affidò nelle mani dell’ex Provveditore delle opere pubbliche Donato Carlea in qualità di commissario. Ma è rimasta al palo.
Con la sentenza 39, la Corte dei conti ha dichiarato esenti da responsabilità tutti i convocati in giudizio (fra cui Carlea, Iorio, gli ex assessori Vitagliano, Muccilli, Marinelli, Fusco, Cavaliere Passarelli, Velardi, i dirigenti regionali Di Grezia e Giarrusso, il responsabile del procedimento Consiglio).
Soddisfatti i legali degli interessati. Alcuni dei quali hanno commentato per la stampa il pronunciamento della magistratura erariale. In sostanza, spiegano dallo studio del prof Vincenzo Colalillo, la Corte ha affermato che «l’inutilizzabilità dell’opera, solo contingente e non definitiva, in assenza di una concreta individuazione, contestualizzazione, personalizzazione del danno da risarcire, non può mai dare luogo ad una responsabilità contabile». Colalillo e l’avvocato Fabio D’Agnone hanno difeso Iorio, Cavaliere, Velardi e l’ex commissario della Comunità montana di Riccia Campolieti. Si dichiarano soddisfatti «per la decisione assunta dalla Corte dei conti» che chiude un’ulteriore fase (inerente la conduzione dell’appalto) relativa alla realizzazione dell’opera.
Muccilli, invece, era difeso dall’avvocato Salvatore Di Pardo (che nei procedimenti assiste fra gli altri pure Di Grezia e i collaudatori). Anche Di Pardo esprime soddisfazione per il verdetto che «in accoglimento delle numerose eccezioni formulate dalle difese, dichiara inammissibile l’azione della procura mandando esenti da responsabilità tutti gli incolpati»

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