«Vinicio D’Ambrosio ha dei figli da sistemare senza concorso»: quella frase è costata caro a Michele Iorio. Ieri il giudice del Tribunale di Campobasso Roberta D’Onofrio ha condannato in sede penale l’ex governatore per una vicenda iniziata nel 2010, quando venne pubblicato il libro ‘Il regno del Molise’. Un volume che provocò una serie di polemiche: l’autore, Vinicio D’Ambrosio, descrisse con dovizia di particolari e in maniera molto critica la gestione della Regione Molise, che era già guidata da otto anni dall’esponente di Forza Italia.
La pubblicazione del testo innescò una guerra tra D’Ambrosio e l’allora presidente che iniziò ad accusare duramente e frontalmente l’autore. Una vicenda di cui si continua ancora a parlare a distanza di anni e che è finita in Tribunale. Al centro della querelle giudiziaria un comunicato stampa nel quale Iorio affermava che i figli di Vinicio D’Ambrosio, Ercole e Pasquale, erano da «sistemare senza concorso». I due ragazzi lo denunciarono per il reato di diffamazione.
Ieri anche il giudice monocratico ha dato loro ragione: nella sentenza di primo grado, Roberta D’Onofrio ha condannato Iorio a un’ammenda pecuniaria di 600 euro e al risarcimento dei danni, ancora da quantificare in sede civile.
Soddisfatto il legale di parte civile, Fabio Del Vecchio (nella foto), che in questi anni ha difeso Ercole e Pasquale D’Ambrosio. «Sono soddisfatto – il suo commento – per aver raggiunto l’affermazione della responsabilità in sede penale dopo molti anni, passando per l’udienza preliminare e il dibattimento. Adesso vedremo il risarcimento danni nel processo civile».

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