Sabato 4 novembre, a San Pietro Avellana, si inaugurerà il nuovo museo archeologico. In effetti il museo è attivo dagli 80 creato ed animato dalla maestra Maria Teresa Di Lorenzo. La maestra Maria Teresa, anche per la determinata volontà di non far perdere i segni della storia nel territorio naturale, che è tra i più belli e meglio conservati del Molise, nel tempo è riuscita a raccogliere e conservare una quantità incredibile di oggetti di vita quotidiana legati alla civiltà pastorale del Tratturo e alla tradizione artigiana del luogo. Collocandoli nei locali della biblioteca del paese.
Chi ha avuto la fortuna di visitare il “Museo” di Maria Teresa faceva un balzo indietro nel tempo, nella cucina di una volta, nella camera matrimoniale dei nostri bisnonni, nell’angolo agricolo con gli attrezzi per la lavorazione dei campi, per l’allevamento delle bestie, utensili per la trasformazione del latte e per la lavorazione della lana. nello spazio riservato all’artigianato con gli attrezzi del falegname, del calzolaio, del ramaio, del fabbro ferraio, del sarto, del muratore. Spazi per i settori archeologico, religioso, militare, ed un archivio fotografico costituito da una ricca raccolta di foto d’epoca. E ancora rari e ben conservati abiti d’epoca che vanno dal ‘600 ai nostri giorni con tessuti, ricami e pizzi, cappellini sciarpe e veli.
Tutto materiale che la signorina Di Lorenzo ha quotidianamente accudito, preservato e difeso fino a diventarne, per volere dell’allora sindaco Antonio Di Ludovico, Direttrice del Museo Comunale delle Civiltà e del costume d’Epoca.
Poi succede che alla maestra Maria Teresa vengono chieste le chiavi del Museo e lei non ha più la possibilità di averne l’accesso. Lei che non solo ha speso una vita alla creazione di questo Museo, ma ha speso di tasca propria per sostenere un bene di cui tutta la comunità si è avvantaggiato.
Una delle raccolte più importanti e ricche della storia, delle tradizioni e dell’identità del costume tradizionale molisano che la popolazione ha voluto consegnare alla maestra del paese perché se ne prendesse cura a testimonianza dell’identità locale. Intere famiglie hanno consegnato hanno affidato alla signorina Maria Teresa i loro ricordi, il loro beni più cari.
Donazioni di abiti e oggetti da parte di tutta la popolazione. La dote di giovani spose, oggetti e gioielli, materiale fotografico, quadri, sculture, ma anche altri manufatti come vasellame, strumenti scientifici, oggetti d’uso quotidiano. E poi, oggetti e suppellettili della civiltà contadina, della borghesia, della nobiltà oltre a resti di ritrovamenti da scavi nel territorio. Un bene culturale a tutti gli effetti.
In paese e sui social, da quando è stata preclusa la custodia del museo alla maestra, si segnalano danni e mancanze di materiale e uno stato di conservazione non idoneo.
Questa estate c’è stata una raccolta di firme per riportare la Fondatrice e Direttrice del Museo delle Civiltà e del Costume d’Epoca al suo ruolo. In due giorni sono state raccolte quasi 400 firme su una popolazione di 500 abitanti, ma nulla è accaduto.
Eppure la maestra Maria Teresa Di Lorenzo legittimamente è ancora la Direttrice del Museo. Lo dice la delibera di giunta n. 86 del 27 ottobre 2007 con cui doverosamente il Comune di San Pietro Avellana l’ha nominata Direttrice, “all’Insegnante Maria Teresa Di Lorenzo deve essere riconosciuto il merito della fondazione del Museo e della dedizione, valida, volenterosa e costante, che hanno garantito non solo una risposta alla esigenza, diffusamente sentita tra i cittadini e gli organismi culturali, della conservazione nel tempo di un eccezionale patrimonio a ricordo e monito per le nuove generazioni, ma anche la stessa funzionalità e l’efficienza e la promozione della struttura”. Delibera, trasmessa alla Regione Molise e alla Sovrintendenza Archeologica, mai modificata o revocata, quindi valida.
Che l’inaugurazione della sezione archeologica del nuovo Museo sia anche l’occasione per superare contrapposizioni riportando distensione nella comunità e la maestra Maria Teresa a continuare ad occuparsi del Museo bene di tutta la cittadinanza.
Matteo D’Errico

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