Egregio direttore,
Con grande disappunto le racconto la mia avventura odierna di pedone, che è poi una delle tante. Stavo tentando di attraversare in via San Giovanni, in corrispondenza di quelle scolorite strisce pedonali messe lì tanto per zittire qualche cittadino che ne ha piene le tasche di cotanta mancanza di banali interventi in difesa della cittadinanza. Nonostante la cautela da me usata ed i controlli preventivi per accertarmi di chi provenisse da destra e sinistra, una automobilista in una piccola utilitaria non ha dato il benché minimo cenno di rallentamento e si è fermata a pochissimi centimetri da me, come se mi avesse visto all’ultimo momento.
Io tento sempre di attraversare sulle strisce pedonali perché mi spetta in quanto pedone ed anche per essere dalla parte della ragione in caso di controversie, ma il rispetto di una tale regola viene puntualmente ignorato da qualsivoglia automobilista.
Già, gli automobilisti: lo sono anch’io, e proprio per questo mi chiedo: chi è che gli ha dato la patente? Che cosa gli hanno insegnato? Il dubbio nasce spontaneo, mi scusi: ci sono troppe violazioni! Provi ad attraversare in via Cavour o in via Mazzini e mi sappia dire.
E i vigili urbani dove sono? A me capita di vederli solo in occasione di manifestazioni pubbliche e processioni, con qualche rapida sortita in Corso Vittorio Emanuele.
Delude e fa rabbia tutto questo lasciare andare, una strategia che, essendo così diffusa e perdurante, sembra quasi studiata a tavolino. A questo punto, se così fosse, interrogo me stesso: sono io che vengo da Marte o piuttosto chi si è chiuso in una torre d’avorio non ascoltando niente e nessuno?
Marcello Cerea

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