Spettabile redazione,

Diceva Sigmund Freud: “la solitudine e l’oscurità mi hanno appena derubato dei miei oggetti di valore”. Questo è lo status in cui si trova il mondo e, con esso, buona parte del mondo mass-mediatico, di fronte ad un fenomeno di ampie proporzioni che, nel 2019, non si può proprio credere sia ancora in essere: quello della persecuzione dei cristiani.

Oggi, 22 maggio, suor Ines Nieves Sancho, di origini spagnole, è stata decapitata nella repubblica centrafricana. Il pensiero non può non correre alle stragi a brevissima distanza occorse in Sri Lanka, ma ogni giorno ci sono cristiani che subiscono violenze di ogni genere, soprattutto nei Paesi di matrice islamica, per il semplice fatto di essere cristiani.

L’anno scorso ci trovavamo in Messico ed apprendemmo, dalla televisione, che nel periodo in cui eravamo lì due sacerdoti persero la vita per mano dei narcos. Tutto il Sud America è infestato da eccidi di uomini e donne consacrate barbaramente uccisi solo perché scomodi (e qui non può non scattare l’analogia con don Pino Puglisi e don Peppe Diana), mentre nel resto del mondo ciò avviene per odio religioso, nonostante ci sia ancora qualche alto prelato o intellettuale da salotto che, inspiegabilmente, si ostini a negarlo.

Sono 40, quasi il doppio del 2017, i missionari uccisi nel 2018 di cui 35 sacerdoti, in odio alla fede. Lo dice l’agenzia Fides della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli. Nel mondo tremila cristiani sono stati soppressi negli ultimi 12 mesi: in Nigeria 500 sono falciati e Rebecca Bitrus è stata rapita e violentata dai terroristi islamici di Boko Haram; 11 cristiani copti in Egitto. Sono ricordati il 24 marzo, nell’anniversario dell’assassinio, il 24 marzo 1980, dell’arcivescovo Oscar Arnulfo Romero, santo dal 14 ottobre 2018.

E così via. Non basterebbe un libro.

Perché telegiornali, quotidiani, emittenti radiofoniche ne parlano così poco? Che cosa c’è dietro? Sbaglio o informazione significa enunciazione dei fatti? Ci sono morti di serie A e di serie B? C’è qualche idiosincrasia nei confronti del popolo cristiano, forse perché questo mondo neo-illuminista si vergogna delle proprie origini e preferisce approfondire il tema di detenuti pestati da forze di polizia piuttosto che di donne uccise da uomini violenti? Che differenza c’è nella barbarie?

Cerchiamo di documentarci il più possibile ascoltando le “news lunghe”, leggendo quotidiani non solo di ampio respiro, ma anche di nicchia, eppure solo in rari casi abbiamo trovato articoli su questo argomento. Per non parlare di approfondimenti e dossier. Ci troviamo, allora, d’accordo con Napoleone Bonaparte quando affermò che “c’è da avere più paura di tre giornali ostili che di mille baionette”.

Sapete meglio di noi che gente come Maxwell McCombs, Robert McLure, T.E. Patterson e Donald Show avevano scoperchiato il vaso di pandora nello scoprire che il pubblico è coinvolto in un dibattito rappresentato dai media come una serie di questioni salienti in agenda: è naturale che non sarà coinvolto se tali questioni in agenda non ci sono, e non occorre una laurea in teoria e tecniche delle comunicazioni di massa per capirlo!

Stiamo vivendo l’epoca del Grande Inganno, e un tema del genere non ne è che un esempio.

Non ci aspettiamo che questa testata dia spazio alle nostre riflessioni, però concorderete con noi che, se ciò non avvenisse, ci troveremmo in compagnia di Maxwell McCombs & co.

Grazie comunque per aver letto la nostra missiva.

Cordiali saluti

Piergiorgio Costantini

Arianna Silvestri

3 Commenti

  1. Davide De Castris scrive:

    È proprio così: i cristiani sono la comunità religiosa più perseguitata della storia. Innanzitutto i media dovrebbero parlarne molto di più, perché siamo in presenza di nuove dittature che hanno in odio Gesù e la sua Parola, in secondo luogo noi cristiani dovremmo essere più compatti e alzare maggiormente la voce. Infine, anche il nostro Pontefice dovrebbe pronunciarsi con maggiore decisione e frequenza nei confronti di questo tema: i suoi silenzi mi fanno tanto pensare ad un allenatore che tifa per l’altra squadra. Riflettiamo di più su questo e agiamo più allo scoperto per difenderci.

  2. Gianluigi De Camillis scrive:

    Sottoscrivo tutto. Purtroppo non viviamo più in una società libera: è solo apparentemente democratica, perché tace quando vuol tacere e parla quando vuol parlare. Questo è un argomento relegato in secondo piano, ma non ha nulla di diverso dalle discriminazioni degli ebrei. L’Occidente discrimina i cristiani con il suo neo-paganesimo, l’Oriente musulmano (ma in parte anche buddista, ho scoperto) lo fa con le sue religioni diverse da quella cristiana e che intendono opporsi ad essa. Si apra il repertorio su questo, noi siamo parte del popolo cristiano: dobbiamo sentirci chiamati in prima persona e provare indignazione più di ogni altro.

  3. Maria Giulia Castaldi scrive:

    L’esame è più che veritiero e denota quanta faziosità ci sia sul tema, quanta poca informazione e voglia di essere informati, quanta ipocrisia. Fino a prova contraria, i cristiani sono stati la comunità più perseguitata al mondo per motivi religiosi. Davvero desolante.

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