Nel giorno in cui Renzi compone la prima griglia di nomi per le politiche coi segretari regionali del Pd, Antonio Di Pietro a Radio Cusano Campus ripete che vuole candidarsi in Molise.
Al maggioritario, da indipendente. Ma coi dem o con Liberi e Uguali? «Spero da indipendente che possano votarmi entrambi, perché sono due fratelli coltelli che però sempre coltelli sono. Fondamentalmente sono la stessa cosa, al di là dei rancori personali. Io mi candido nel Molise nel maggioritario, se poi non mi accettano male per loro. Voglio tornare a fare qualcosa per il Molise nell’ultima parte della mia vita».
Corteggiatissimo, l’ex pm di Mani pulite. Ulivo 2.0 lo voleva candidato governatore al posto di Paolo Frattura, poi Mdp (oggi Liberi e Uguali) con lui ha ragionato di una corsa per il Parlamento in Molise. La sua regione, dove Di Pietro può portare alla coalizione un valore aggiunto. Ragionamento che hanno fatto anche gli uomini vicini al presidente Frattura e quindi il Pd. In corsa al Senato, così si dice negli ambienti, e da indipendente (questo lo aggiunge lui): in modo da intercettare anche l’elettorato di centrosinistra che però non voterebbe Pd. Sempre al Senato, ma sul proporzionale sarebbe pronta a scendere in campo la segretaria regionale Micaela Fanelli.
Restano due nodi, intanto il destino di Roberto Ruta, senatore dem uscente ed esponente della corrente di Fioroni (alle primarie ha sostenuto Emiliano). Possibile che non sia possibile una sorta di compensazione che agevolerebbe anche le trattative – oggi in stallo totale – con Ulivo 2.0 per le regionali? Secondo nodo, il gradimento di Renzi rispetto a Di Pietro. I dirigenti ieri erano infatti abbottonatissimi ieri. Da Renzi solo per «una riunione organizzativa fra i segretari regionali in vista delle politiche». Ma la lista di nomi al leader sarebbe stata proposta, ognuno la sua con esigenze e motivazioni. Sulla Campania un nuovo incontro oggi.
Per la Camera, in Molise, c’è l’uscente Laura Venittelli che potrebbe correre sul collegio maggioritario Campobasso-Termoli. È circolato, per Isernia, il nome del presidente della Provincia Lorenzo Coia. Da settimane, invece, si parla del rettore Gianmaria Palmieri (come Di Pietro corteggiato sia da Ruta sia dai fratturi ani).
Fin qui le indiscrezioni. Una cosa è certa, il puzzle delle politiche in Molise – e non solo per il Pd – ha una doppia utilità: le regionali, che sembra ormai certo si terranno ad aprile, possono essere gestite meglio se qualche pedina viene piazzata al posto giusto.

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