Il Pd vuole candidare al Parlamento il giornalista Domenico Iannacone. Molisano, autore delle inchieste morali, i suoi Dieci Comandamenti nell’edizione appena chiusa sono andati benissimo in prima serata su Rai 3. Pluripremiato in Italia e all’estero – dai principali festival Usa ed europei -, per la prima volta da qualche mese anche il Molise gli sta dando il giusto riconoscimento pubblico.
È il giornalista che entrò a Scampia e mostrò ‘Gomorrra’ molto prima della serie di Sky diventata cult. E che ha mosso i suoi primi passi qualche anno fa proprio sulla ‘nostra’ Teleregione.
Tutto questo, insieme al legame con la sua terra e la sua famiglia – originaria di Torella del Sannio e con una nota attività imprenditoriale alle porte di Campobasso – fa di Domenico Iannacone il candidato ideale per tirare il Pd fuori dai dissidi interni e dall’autoreferenzialità. È in grado di portare valore aggiunto al brand che in Molise come a livello nazionale deve ritrovare smalto.
Nella squadra della segretaria Fanelli c’è chi ha lavorato per presentare alle politiche un Pd diverso da quello che i molisani si aspettano. Innegabili e numerose le frizioni, legate anche alle regionali e alla leadership di Frattura messa in discussione da Ruta e dai suoi. Per questo, filtra dalle file del Pd, volti nuovi ma riconosciuti e autorevoli sono l’ideale per giocarsi la partita. Ci sarebbero stati già contatti fra i dem e Iannacone. In queste ore in molti lavorano per portare a casa il risultato.
Il puzzle non è facilissimo da comporre. Alla Camera c’è l’uscente Laura Venittelli: a disposizione del partito e vicina al ministro Lotti. Quindi, per i più, già ricandidata. I collegi per Montecitorio sono due e c’è anche il proporzionale. Al Senato in pole position c’è Antonio Di Pietro per il maggioritario, per il proporzionale correrebbe Micaela Fanelli. Iannacone, Venittelli, Di Pietro e Fanelli: quattro nomi che miscelati lanciano un messaggio di mediazione fra esigenze della politica e rottamazione intelligente.
Dall’altro fronte, quello degli antagonisti Ruta e Leva, arriva invece un altro richiamo all’election day. Per Ulivo 2.0, [email protected] e Centro Democratico la legge elettorale è in vigore ma, se si vuole precauzionalmente correggerla invitano a farlo subito e sollecitano Frattura a indire, subito dopo, i comizi per il 4 marzo. Intanto hanno rinviato – perché non si sa ancora la data delle regionali – ancora una volta l’assemblea per scegliere il leader: il 20 gennaio se si vota il 4 marzo oppure a data da destinarsi.
r.i.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.