Signora ministra, la saluto con deferenza. Con la deferenza e il rispetto che si devono ad un alto rappresentate della Repubblica italiana.
Salto per non annoiare i lettori ogni ulteriore convenevole e vengo al dunque.
Lei, dottoressa Grillo, è un ministro del governo. Il Molise, pochi mesi fa, ha premiato con un quasi plebiscito il Movimento di cui fa parte, mandando in Parlamento i senatori Di Marzio e Ortis e i deputati Federico e Testamento. Sono onorato di conoscere personalmente il dottore Luigi Di Marzio e l’ingegnere Antonio Federico, persone perbene, colte, molto preparate, dedite al lavoro. Acuti osservatori della realtà. Prima che decidesse di mandare gli ispettori del Ministero in Molise, avrà avuto certamente modo di consultarsi con i parlamentari molisani, che le avranno rappresentato la drammaticità della situazione.
Anzi, sono convinto che il dialogo con gli stessi sia iniziato da tempo. Non sarà infatti un caso se a tre mesi dal responso delle urne, il Molise, regione in piano di rientro, ancora non ha il commissario della sanità.
Leggevo poc’anzi una nota del portavoce Andrea Greco che alle elezioni regionali ha sfidato l’attuale governatore Toma. Ho letto con attenzione. Scrive: «È stato proprio Frattura (lei sa chi è signora ministra, perché è tutt’oggi commissario della sanità in Molise), con il Partito democratico, a far approvare con legge dello Stato il Piano sanitario fallimentare che è sotto gli occhi di tutti». Poi il portavoce parla di Toma che «doveva ma non ha fatto». Infine, scrive, «se avessimo governato noi». Mi consenta signora ministra: al Molise non servono ulteriori chiacchiere. Oggi il Movimento 5 Stelle è al governo. Il Movimento è il governo. Signora ministra, lei ha nelle mani le sorti della sanità nel Paese. I parlamentari molisani lavorano dai banchi della maggioranza del governo Lega-5 Stelle, non sono all’opposizione.
Basta alibi, basta scuse. Bene, anzi benissimo ha fatto a mandare gli ispettori, sperando che sia la prima e ultima volta perché in Molise non vogliamo più morire per via di una organizzazione, figlia di leggi a cui è necessario mettere mano, che fa acqua da tutte le parti.
I molisani – i parlamentari locali glielo avranno raccontato – hanno la testa dura e anche buona memoria. Non dimenticano facilmente. È gente umile, che lavora. Una comunità sana, che si ispira a principi genuini. Una comunità pulita, in ogni senso. Il Molise ha concesso ampia fiducia al Movimento 5 Stelle eleggendo quattro parlamentari su quattro.
Signora ministra, la chiami deroga, modifica al decreto Balduzzi. Lo chiami nuovo piano sanitario, lo chiami come meglio crede. Ma cambi le regole e ci consideri come tutte le regioni del Paese: non può esistere, è profondamente ingiusto, una differenza nelle cure legata alla densità demografica del territorio. Non abbiamo bisogno di ulteriore ribalta mediatica, ma di fatti. E faccia in fretta. Il caso accaduto tra Larino e l’ospedale di Termoli è solo la punta di un iceberg. Il sistema è al collasso e si regge in gran parte sul buon senso, l’amore per il prossimo, per la professione, di medici, infermieri e operatori che ogni giorno buttano il cuore oltre l’ostacolo. Ci sono infermieri che non vanno in ferie da anni, ci sono medici che lavorano il doppio e anche il triplo delle ore per carenza di personale. Così, come d’altronde avviene ovunque, ci sono anche le mele marce.
Al Molise non interessa sapere di chi è la colpa, interessa che il sistema funzioni. E lei, signora ministra, e il Movimento 5 Stelle avete il dovere di cambiare le cose. Di governare.
Con rinnovata deferenza.
luca colella

2 Commenti

  1. Dario Autieri scrive:

    Io ho scritto al ministro, vediamo che cosa dirà, se lo dirà… Da non dimenticare che proprio Larino tributò un’accoglienza enorme ad Alessandro Di Battista in occasione delle elezioni del quattro marzo. Se i pentastellati non hanno la memoria corta e se sono davvero “diversi” dagli altri, come spesso amano raccontarsi, facciano quello che devono fare: restituire al Molise la sua dignità!

  2. Mara Iapoce scrive:

    Bravo, direttore! Non c’è da aggiungere altro: come ha detto lei, c’è solo da agire, questa regione non può più aspettare!!! Mi auguro di cuore che il ministro non faccia orecchie da mercante, non ce lo meritiamo.

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