Né le critiche della Cgil al Jobs act, né i numeri sull’aumento dell’occupazione in questi anni commentati dal governatore Frattura: la Uil critica entrambi e resta equidistante.
Sottolinea, anzi, che ci sono ancora tanti problemi per i quali mancano proposte di soluzione. Con la segretaria regionale Tecla Boccardo e quello confederale Guglielmo Loy il sindacato esamina i dati Istat sulle ricadute degli incentivi nazionali all’occupazione, come “occupazione giovani” e “occupazione sud”.
Alcuni incentivi hanno funzionato più di altri (l’esonero contributivo 2015 e 2016 e l’incentivo occupazione Sud che potrà essere usufruito ancora per tutto il 2017 e sul quale, visti i risultati, si sta pensando ad un rifinanziamento.
«È chiaro che queste misure non possono avere una valenza strutturale nel tempo, pena l’ingente carico sulla fiscalità generale, sebbene abbiano contribuito a stimolare occupazione di qualità», commenta Loy.
L’incentivo “occupazione sud” sta riguardando maggiormente assunzioni di giovani tra i 20-34 anni e il 70,7% del totale delle domande è destinato a nuove assunzioni a tempo indeterminato, il 23,9% a trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato ed il 5,4% per apprendistato.
All’interno di Garanzia Giovani, con uno stanziamento di 200 milioni di euro, è previsto “occupazione giovani” (31mila domande confermate) e poi c’è l’esonero contributivo “assunzione sistema duale” volto a favorire contratti stabili di giovani che abbiano svolto attività in alternanza scuola-lavoro o apprendistato di I e III livello.
In Molise – contestualizza Boccardo – «viviamo una condizione simile alla media nazionale rispetto alla buona parte delle iniziative del governo sulle politiche occupazionali, ma purtroppo, come noto, cadiamo su alcune percentuali che toccano la disoccupazione».
Dopo il calo del 2016, aumentano i rapporti di lavoro attivati, con una variazione positiva tra 1° semestre 2017 e 2016 che supera il 23%, passando dai 17mila del 2016 circa a quasi 21mila del primo semestre di quest’anno. Ma, aggiunge la segretaria Uil, «troviamo un calo degli occupati di circa 1% e un numero di disoccupati che supera le 17mila unità, registrando un aumento tra 2016 e primo semestre 2017 del 13,3%. Segno che, per quanto utili, alcune misure illudono riguardo alla ripresa».
La scommessa, prosegue, è: includere nel mercato del lavoro il maggior numero di ragazze e ragazzi con contratti stabili, attraverso le varie misure a disposizione, indipendentemente dal fatto che si tratti di stanziamenti europei, nazionali o regionali. «Per fare ciò, occorre aumentare l’attuale forbice di costi tra i due contratti, indeterminato e determinato, incrementando l’addizionale contributiva prevista per i contratti a termine e riducendo l’aliquota contributiva del tempo indeterminato. Una misura, questa, che potrebbe “stimolare” anche in Molise molte imprese a non abusare dei contratti a termine, che stanno tornando, gradatamente, ad essere i preferiti».
La proposta operativa è di introdurre, nei futuri bandi, incentivi al lavoro stabile, penalizzando il ricorso al precariato. «Battaglia alla precarietà del lavoro nel settore privato, sia detto per inciso, che fa il paio con l’impegno che il sindacato pretende dalla politica per stabilizzare i tanti precari nella Pubblica amministrazione. Non possiamo più legare a doppia mandata le assunzioni, specialmente di giovani, alla durata di singole iniziative o, ancor peggio, allo sfruttamento – conclude la segretaria Uil – di attività che da trampolino di lancio nel mondo del lavoro, diventano, invece, la discesa verso una nuova disoccupazione».

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