«Maggiori investimenti nel Mezzogiorno, maggiore attenzione ai nuovi posti di lavoro da creare, maggiori investimenti in infrastrutture sono le cose che noi immaginiamo che in questa finanziaria devono trovare ancora spazio e che invece non sono ancora previste». Questi sono alcuni dei punti fondamentali che Cgil, Cisl e Uil vogliono discutere con il governo nazionale per la legge di Bilancio.
Ieri pomeriggio si è tenuto il convegno dei sindacati presso la Scuola Edile del Molise a Campobasso dal titolo “Manovra fiscale – debolezze e contraddizioni”. Presenti al tavolo dei lavori il segretario generale aggiunto Cisl Abruzzo e Molise Giovanni Notaro, il segretario della camera del Lavoro Cgil Molise Paolo De Socio, il segretario regionale Uil Tecla Boccardo e il segretario organizzativo Uil Pierpaolo Bombardieri.
Un attivo sindacato unitario per parlare della manovra che sta facendo molto discutere e Cgil, Cisl e Uil hanno elaborato un documento, nel quale «abbiamo messo delle proposte e ovviamente abbiamo deciso prima di andare ad un confronto con il governo, di confrontarci con i nostri lavoratori e i nostri iscritti – ha spiegato Pierpaolo Bombardieri -. Abbiamo programmato 100 assemblee in tutta Italia, 30 assemblee sui posti di lavoro per portare una piattaforma che parla di sviluppo e di lavoro. Rispetto alla manovra del governo aspettiamo, perché ancora le carte in nostro possesso purtroppo sono scarse, di leggere nel merito le questioni. Abbiamo già chiarito che su alcuni temi tipo il superamento del limite fra Pil e indebitamento non siamo assolutamente contrari, ma preferiremmo che si parlasse di lavoro, di creazione di posti di lavoro e di lavoro stabile. Siamo ovviamente contrari a qualsiasi tipo di condono dal punto di vista fiscale, perché rappresentiamo e immaginiamo che sia da premiare chi rispetta la legge e non chi, per un motivo o per un altro, non la rispetta». Dunque per i sindacati il lavoro è il grande assente della manovra di governo e suggeriscono di investire in sviluppo per creare lavoro e proteggerlo con degli ammortizzatori sociali e delle politiche attive.
La legge di Bilancio, inoltre, sembra inglobare il reddito di inclusione in un nuovo strumento: il reddito di cittadinanza «piuttosto fumoso sia in relazione alla platea che alla condizioni di accesso, finalizzato più che altro all’inserimento lavorativo», spiegano nel documento i sindacati.
«Noi immaginiamo che sia più opportuno creare posti di lavoro stabili – ha sottolineato Bombardieri -, immaginiamo che ci sia bisogno di una svolta keynesiana di investimenti infrastrutturali, di investimenti pubblici che creino posti di lavoro duraturi e dignitosi e immaginiamo che non sia la strada corretta sulla quale coinvolgere i tanti giovani che oggi aspettano una certezza per il futuro».
Per quanto riguarda le prospettive future del Molise, il segretario organizzativo Uil ha specificato che bisogna ragionare su «un nuovo piano industriale che rilanci questo territorio sulla politica industriale che spesso manca. Manca perché il governo non ne parla più, manca perché sul piano regionale è necessario che la Regione, da questo punto di vista, articoli e programmi in qualche modo una nuova politica industriale per il rilancio di questo territorio».
Alle parole di Bombardieri, si è riallacciata la segretaria regionale Uil Tecla Boccardo: «Diffonderemo anche noi quella che è la piattaforma e raccoglieremo quelle che sono le istanze che partono dal basso rispetto ai temi che sono molto importanti soprattutto per la nostra regione, ma soprattutto per il Sud non si vedono grossi impegni da parte della politica nazionale per lo sviluppo del Mezzogiorno e per chiudere quello che è il divario ormai sempre più ampio tra Nord e Sud. Abbiamo bisogno di posti di lavoro, abbiamo bisogno di condizioni che creino nuovi posti di lavoro, ma abbiamo bisogno anche di un’attenzione particolare su quelli che sono gli ammortizzatori sociali ormai tutti in scadenza qui nel Molise, per cui grande attenzione rispetto anche a questo tema.
Non è il solo reddito di cittadinanza – ha proseguito Boccardo – che può eliminare il problema della povertà, che in Molise è una delle più alte, ma creare le condizioni per il lavoro.
Vorremo discutere anche su quelle che sono le condizioni per andare in pensione, con la cosiddetta quota 100 che sicuramente non sta modificando tutte le iniquità che ha creato la riforma Fornero, per cui il lavoro da fare è molto. Quando davvero ci si vuole confrontare, e questo lo diciamo anche al governo regionale, lo si fa con coloro che rappresentano le persone, il territorio, le istanze, quindi i lavoratori, i pensionati e i disoccupati. In particolare, un’attenzione particolare deve essere rivolta ai giovani poiché continua ad esserci il problema di quando andranno in pensione e di come dovrà essere costruita una pensione».
noemi paduano

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