I fondi del progetto statale Resto al Sud, il programma che sostiene la nascita di nuove imprese nel Mezzogiorno, sono stati estesi anche per gli under 46 e per i liberi professionisti, prima il limite d’età era 36 anni.
Ha dimostrato grande entusiasmo per l’iniziativa Marco Amicone, coordinatore dei lavoratori dell’Artigianato della Uil. «La misura – spiega Amicone -, confermata anche per quest’annualità, guarda alle regioni del Mezzogiorno che nello scorso anno hanno visto nascere, grazie alle opportunità messe in campo dall’iniziativa, oltre 2000 nuove attività e generato più di 8000 nuovi posti di lavoro. Anche in Molise qualcosa si è mosso – prosegue Amicone -, ma opportunità come questa vanno sfruttate al massimo, special modo quest’anno che l’innalzamento dell’età dei potenziali beneficiari permette di accedervi anche a quanti sono fuoriusciti dal mondo del lavoro o hanno problemi a trovare una nuova occupazione».
Dunque, un’opportunità per reinventarsi per tutti coloro che hanno perso il posto di lavoro. «Come si apprende dal testo quest’anno potranno usufruire delle agevolazioni anche i professionisti, ex dipendenti di uno studio, che decidessero di aprirne uno proprio e chi intende uscire da una situazione di precariato o di lavoro irregolare. In pratica, una chance in più per chi vuole puntare sulle proprie competenze, ma ha difficoltà nel realizzare la propria piccola impresa oppure a reinserirsi nel mercato del lavoro dopo un’esperienza conclusa».
Secondo Amicone, il settore che potrà beneficiare più di tutti di questi progetti è quello dell’artigianato. Infatti, «può davvero trovare slancio attraverso il bando, permettendo appunto a una larga fascia di potenziali professionisti di avviare una loro attività in maniera agevolata, coprendo l’incentivo il 100% delle spese ammissibili. Nello specifico, lo Stato interviene con una parte di contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo e l’altro 65% coperto da un finanziamento bancario, a tasso agevolato, garantito dal Fondo di Garanzia per le Pmi, per un massimo erogabile di 50mila euro. Tra le spese ammissibili, opere edili relative a interventi di ristrutturazione e manutenzione straordinaria connessa all’attività, macchinari, impianti e attrezzature nuove di fabbrica, programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione, oltre che le spese per materie prime, materiali di consumo, utenze e canoni di locazione per immobili, eventuali canoni di leasing, l’acquisizione di garanzie assicurative.
Insomma – conclude Amicone – attraverso “Resto al Sud” giovani e meno giovani del Molise, disoccupati, inoccupati, precari o non adeguatamente ricompensati, potranno dare avvio a una nuova impresa, anche in forma associata. E l’artigianato, che ormai “contiene” attività variegate che vanno dal manifatturiero, all’alimentare, dalla cura della persona all’elettronica, può essere un sicuro porto da dove far partire la propria idea e la Uil, attraverso i suoi uffici e consulenti, è a disposizione per dare informazioni o affiancare quanti vorranno intraprendere questo percorso.
La Regione Molise, dal canto suo, può stimolare quanti vorrebbero avviarsi in questa direzione, mettendo in campo un sistema di “burocrazia zero” e di accompagnamento all’autoimprenditorialità, sostenendo chi vuole concretamente rimboccarsi le maniche».

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