Il confine tra l’inferno e il paradiso è sottile, quasi invisibile a occhio nudo. Ne sanno qualcosa Vis Pesaro e Campobasso, con i primi che ne pagano le conseguenze sulla loro pelle e i secondi che di colpo si ritrovano a toccare il cielo con un dito dopo un’annata falcidiata da ansie, paure, delusioni e ogni sorta di avversità. Stavolta la festa è tutta rossoblù, perché Antonio Minadeo è riuscito nell’impresa che la dirigenza gli aveva chiesto decidendo di affidargli la guida tecnica della squadra: salvezza doveva essere e salvezza è stata, con 90’ d’anticipo sul programma e la sensazione di aver altresì distrutto i sogni di gloria dei pesaresi, ritrovatisi di colpo alle spalle del Matelica quando la linea del traguardo era ormai in vista. E salvo clamorosi ribaltoni, la corsa all’oro dell’undici di D’Amore si chiude qui, con i Lupi che loro malgrado sono divenuti gli arbitri del campionato: la rimonta subita a tempo scaduto a Matelica due settimane fa rischia di aver completamente riscritto la storia del torneo.
DOMENICA BESTIALE – Alla fine al Campobasso, l’unico epilogo che conta, è quello che riguarda la propria, di annata. Un calvario nel vero senso della parola, ma alla quale si può finalmente dire di vedere allegato il lieto fine. Al “Benelli” la Vis c’ha messo molto del suo, ma i rossoblù non si sono fatti pregare quando il destino ha offerto loro la possibilità di chiudere i conti. Balistreri è stato chirurgico dagli undici metri, capace di ammutolire gli oltre 2.500 tifosi di casa accorsi in massa a sostenere i propri beniamini a un passo dal ritorno nei professionisti. Minadeo al solito è ripartito dal 4-4-2 che già contro Matelica e Vastese aveva fornito le adeguate risposte, con Kargbo pronto a supportare Balistreri in avanti e un piccolo “sacrificio” chiesto a Varsi, spostato a giocare in una posizione più defilata rispetto alle abitudini. Logico però in avvio faticare di fronte alla sfrontatezza e all’entusiasmo di una Vis reduce da 6 risultati di fila e soprattutto dal sorpasso operato giusto una settimana prima ai danni del Matelica: il “Benelli” è un catino, l’atmosfera è quella delle grandi occasioni, Baldazzi dopo solo un minuto tenta subito la sorte, ma alzando la parabola. Il Campobasso però sa come rendersi pericoloso: le conclusioni da fuori sono un’arma pungente e Marfella deve metterci i guanti sulla botta di Strianese, mentre Kargbo al 12’ calcia appena a lato. A complicare i piani però ci si mette una sbavatura su palla inattiva: punizione di Carta, testa di Rossoni e Landi è battuto. Sono passati 18’ e a Pesaro si respira aria di Serie C, tanto che Landi deve metterci una pezza due volte sulle punizioni di Radi e Carta. Dopo 36’ tutto lascia presagire che il copione non muterà di una virgola.
RIBALTONE – E invece il calcio è bello perché in un istante può accadere tutto e il contrario di tutto. La stagione della Vis, e pure quella dei Lupi, cambia al 26’ quando Marfella decide di uscire improvvidamente su Kargbo, obbligando Cacioli a spendere il fallo per impedire all’attaccante della Sierra Leone di segnare a porta vuota, beccandosi il rosso diretto e consegnando a Balistreri il rigore dell’1-1. Prima del riposo però la Vis sfiora il nuovo vantaggio: Landi sbaglia l’uscita su un traversone di Boccioletti, ma Carta non sfrutta il cadeau. Anche in dieci i locali spingono a testa bassa, più di testa che di gambe: Radi in avvio di ripresa fa tremare la traversa su punizione, Landi è attento su una conclusione di Olcese. Per il Campobasso però si aprono spazi invitanti: al 13’ Del Prete obbliga Marfella a deviare la palla sulla traversa, con Varsi che da due passi sbaglia un comodo tap in. Poi al 19’ altra frittata biancorossa: Ficola atterra Varsi in area consegnando a Balistreri il rigore del 2-1, puntualmente trasformato. La Vis è spalle al muro: Radi, ancora lui, col mancino scalda le mani a Landi, lasciandosi poi andare a una reazione scomposta dopo un contatto con Kargbo e meritandosi a sua volta il rosso diretto, obbligando i compagni a tentare la rimonta in 9 contro 11. Augustus si divora due volte il pallone del 3-1, ma nemmeno 7’ di recupero bastano ai locali per trovare il 2-2 che avrebbe comunque consentito loro di mantenere la vetta. A far festa così sono solo i Lupi, finalmente salvi e senza pensieri.
Gianluca Murgia

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