Sull’installazione del ripetitore lungo il tratturo di Oratino il tribunale amministrativo si è espresso con la sentenza dello scorso 30 aprile respingendo la richiesta di sospensione del provvedimento autorizzativo presentata da Comune e comitato. Una notizia che, secondo il gruppo di opposizione Obiettivo Comune «lascia tra i cittadini una sensazione di amarezza e di forte inquietudine, e conferma il nostro giudizio negativo sulla gestione politica della vicenda.
Questo ulteriore tassello, sicuramente pregiudizievole per le aspettative della comunità oratinese, è infatti l’ennesima riprova della cattiva conduzione o meglio del mancato controllo da parte del sindaco dell’intera questione che, a nostro avviso, non sarebbe proprio dovuta approdare dinanzi al Tribunale.
Ricordiamo, ai pochi che non fossero a conoscenza dei fatti, che come gruppo consiliare di minoranza, lo scorso ottobre, sollevammo la problematica, ponendola all’attenzione della cittadinanza. Alcune voci di piazza, circolanti in quei giorni, parlavano dell’istanza di una compagnia telefonica per impiantare un ripetitore sul Tratturello.
Il 4 ottobre, chiedemmo la convocazione di un Consiglio comunale, urgente e in forma di adunanza aperta, ma – nonostante la preoccupazione e l’insistenza degli oratinesi, che cominciavano a muovere i primi passi per costituirsi in comitato civico – l’Assise fu convocata solo per il giorno 18 ottobre, a distanza dunque di due settimane. Periodo in cui si è assistito alla commedia dell’assurdo, messa in scena dal sindaco, a suo dire, ignaro e totalmente all’oscuro dell’intera vicenda. Ignaro della richiesta della compagnia telefonica di individuazione di un terreno pubblico su cui realizzare l’impianto, pervenuta al Comune a mezzo pec nel novembre 2018; ignaro della richiesta della compagnia telefonica del febbraio 2019 con cui l’azienda chiedeva di essere autorizzata all’installazione dell’impianto su un terreno privato; ignaro della trasmissione da parte del Comune alla Soprintendenza degli atti e del conseguente parere positivo sopraggiunto dopo qualche settimana; ignaro del parere positivo dell’ARPA e della Commissione Paesaggistica Comunale, tutti pervenuti al Comune nell’estate 2019. Ignaro, dobbiamo concludere, di come si governa con attenzione e con diligenza una comunità. Una situazione, dunque, paradossale. A questo punto le domande che ci ponemmo furono tante. Ma, soprattutto, come mai chi aveva l’onere di guidare e amministrare Oratino non si mise in azione già da allora? Davvero tutti i consiglieri erano a conoscenza della richiesta? Sappiamo bene che non avremo mai una risposta adeguata, ma siamo altrettanto consapevoli che quel periodo, tra novembre del 2018 e febbraio 2019, sarebbe stato il momento giusto per dimostrare la tanto sbandierata avversione all’installazione del ripetitore. Una contrarietà ribadita, poi, con un discutibile e anomalo ricorso in giudizio: il primo caso in Italia, supponiamo, in cui un Ente si appella al Tribunale Amministrativo per annullare un proprio provvedimento. Invece nulla. Il silenzio più assoluto.
Sebbene il campanello d’allarme avesse già segnalato che l’assalto al territorio era partito, il sindaco rimase inerme: sia all’epoca, che nei successivi 90 giorni: quelli che hanno portato alla presentazione dell’istanza, da cui poi partì l’iter procedurale, conclusosi con l’autorizzazione, concessa dal Comune di Oratino, all’installazione della stazione radio base (dicembre 2019), di cui i cittadini, costituiti in Comitato Civico, hanno chiesto – con ricorso al Tar Molise – la sospensione e l’annullamento. Quindi, il tempo c’è stato per provare ad opporsi con misure o provvedimenti utili alla causa. Si sarebbe potuto convocare il Consiglio comunale, prendere il Regolamento del 2014, modificarlo e perfezionarlo in alcuni punti e approvarlo nuovamente. Si sarebbe potuto convocare l’azienda ed intavolare una trattativa. Proponendo un’alternativa e mostrando fermezza. Impugnando il coltello dalla parte del manico, come hanno fatto in tanti altri Comuni. Anche nel Molise. Invece nulla. Si è lasciato che la procedura seguisse il suo corso. Che arrivassero i pareri di conformità (Commissione Paesaggistica Comunale, Sovrintendenza, ARPA). Restando alla fine con il cerino in mano. Un’inadeguatezza, superficialità gestionale, inconsistenza politica che hanno decretato la condanna del territorio.
Dopo l’Ordinanza del Tar, soprarichiamata, la compagnia telefonica potrà iniziare i lavori. Questo significherà che un’antenna di 25 metri campeggerà in uno dei luoghi più ameni della regione. Lì dove un tempo transitavano le greggi, da dove si ammira un panorama unico che spazia dal Matese alla Maiella, dove tante famiglie hanno investito i propri risparmi credendo di poter vivere nella natura incontaminata di uno dei Borghi più belli d’Italia, tra qualche giorno potrà sorgere un traliccio di 25 metri: il monumento all’incapacità politica ed alla presunzione di una classe dirigente che si era candidata per cambiare ed in meno di due anni ha raggiunto lo scopo. Ha cambiato Oratino in peggio. Non solo offendendo la nostra memoria, avvelenando e dilaniando il clima sociale, ma anche e soprattutto distruggendo un luogo simbolo della nostra identità, il Tratturello, e con esso l’immagine di un borgo tra i più affascinanti della penisola. Probabilmente, mettendo a rischio perfino la salute dei suoi cittadini.
A questo punto, se il sindaco ha davvero a cuore il bene della comunità, farebbe bene a rassegnare le dimissioni. Sarebbe un gesto di vera responsabilità. Ormai la storia l’ha condannato. Se ne faccia una ragione. E agiscano così anche i consiglieri di maggioranza. Siano, almeno in questa circostanza, onesti intellettualmente. Non accampino ancora scuse banali e non cerchino colpe negli altri. Perché la vicenda ripetitore nasce durante il loro mandato consiliare e muore con loro. Portando, purtroppo, allo stesso patibolo l’intera comunità e l’intero territorio oratinese. Perché se è vero che l’installazione di una Stazione Radio Base, di un’antenna di 25 metri sul Tratturello, sancisce una sconfitta per tutti, è altrettanto vero che per gli artefici di un disastro politico di tali proporzioni questa è una disfatta di dimensioni storiche.
Oratino non meritava di essere governato in maniera così approssimativa, inconcludente e presuntuosa. Con un primo cittadino che ha spesso abdicato al suo ruolo di controllo e di guida amministrativa. Nascondersi dietro il comodo e pilatesco alibi delle mani… legate ha solo fatto perdere ulteriore tempo prezioso che, aggiunto ai 10 mesi di silenzi sulla vicenda, ha portato a questo risultato.
Da parte nostra, dunque, ribadendo il giudizio negativo sull’operato di questa compagine governativa, aggravato dalla notizia del respingimento, da parte del Tar Molise, della richiesta di sospensione dell’autorizzazione, proposta dal Comitato Civico Tutela, Ambiente e Salute (che, vale la pena ricordarlo, aveva come controparte il Comune di Oratino), anche se la battaglia non è ancora finita, confermiamo la nostra richiesta di dimissioni. Lo facciano come atto di rispetto per la comunità ed il territorio che amministra. Mostrando dignità politica e correttezza istituzionale».

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