Prese di posizioni a iosa sul divieto di balneazione nelle spiagge libere. Il Prc molisano ritiene profondamente sbagliata la scelta di chiudere la balneazione nelle spiagge libere come norma anti-Covid. Per Pasquale Sisto, «Il sindaco di Termoli così facendo pregiudica i cittadini meno abbienti che non possono permettersi l’ombrellone in fitto, allo stesso tempo pregiudica la fruizione di tutte le strutture turistiche. Il rilancio del turismo Molisano attendeva investimenti per la gestione degli spazi pubblici con bagnini e personale addetto alla predisposizione delle spiagge libere. La crisi legata al coronavirus la possiamo subire oppure sfruttarla per fare gli investimenti che si attendono da anni come servizi igienici e aree attrezzate per gli animali domestici. Ancora una volta l’incompetenza degli amministratori di Termoli pregiudica i cittadini molisani». «L’ordinanza con la quale i Sindaci dei quattro Comuni costieri del Molise vietano la balneazione sulle spiagge libere, si traduce, di fatto, in un concetto elementare: chi non può permettersi di pagare l’ombrellone ad uno stabilimento privato, deve stare a casa!» E’ quanto afferma il segretario della federazione dem, Oscar Scurti. «Si prospetta quindi un’estate per soli ricchi, con buona pace di quanti non possono permettersi il lusso di pagare per poter usufruire di un bene che, ci piace ricordarlo, è pubblico. A sacrificarsi nella fase di “rilancio” saranno ancora, dunque, le fasce più deboli della popolazione – quelle alle quali, magari, non è stata ancora erogata la cassa integrazione – che hanno la “grande colpa” di non godere della disponibilità economica di pagare per usufruire di un bene pubblico interdetto alla balneazione, “a data da destinarsi” alle nuove disposizioni dei sindaci. Eppure le soluzioni – come ha sottolineato il segretario regionale Vittorino Facciolla – ci sono, visto che altrove sono state prontamente adottate, per consentire a chiunque di godere del mare ma, soprattutto, per rilanciare il settore turistico territoriale. Quindi, se non vogliamo far passare l’idea che la Regione Molise, di concerto con i Comuni Costieri, ha predisposto un piano di rilancio territoriale che prevede “la libera circolazione dei soli ricchi”, bisognerebbe in tempi brevi, brevissimi, adottare misure finalizzate a garantire a chiunque, in questo territorio, il soddisfacimento dei propri diritti senza doversi sentire inferiore o discriminato. Talvolta è più semplice di quanto si possa pensare: basta prendere esempio dalle pratiche virtuose applicate altrove!» Dopo le sventagliate di matrice politica, arrivano quelle di carattere amministrativo e istituzionale, sull’ordinanza che vieta la balneazione sulle spiagge libere e di fatto le chiude. Per i consiglieri di centrosinistra dem di Termoli: «Nessun bagno per chi non vuole o non può andare nei lidi» «Per chi non vuole o non ha soldi per andare nei lidi balneari, siano essi cittadini Termolesi o turisti provenienti dal Molise o da fuori Regione, non è consentito potersi tuffare nel bellissimo mare delle spiagge libere della costa Termolese portando non solo benessere a se stessi ma anche alle casse degli operatori economici della nostra città. Perché sta succedendo questo e fino a quando? Il tutto è mal spiegato in una recente ordinanza con cui il Sindaco Roberti decide di escludere la balneazione nelle spiagge libere. Ci sarà un problema di adeguamento alla normativa Covid o solo al fatto che le procedure per il reclutamento dei bagnini per le spiagge libere è in un incredibile ritardo? Ora al netto dell’adeguamento della normativa Covid per la balneazione, appare stupefacente come in una città di mare, il Comune non ancora concluda le procedure di reclutamento dei bagnini per le spiagge libere e ciò in considerazione che le ordinanze di sicurezza balneare della Capitaneria di Porto (a cui si rifanno anche quelle della regione Molise) prevedono ogni anno che i Comuni debbano provvedere alla sicurezza di queste spiagge. Non ci vengano a dire che questo ritardo sia dovuto al Covid. Non è vero! Lo stesso Comune di Termoli riconosce che la stagione balneare (come determinato dall’ordinanza della Regione Molise) parte il 1 di giugno e termina il 30 di Settembre. La Capitaneria di Porto all’art, 1.4 della propria ordinanza prescrive inoltre che “nel periodo che va dal 1 giugno al 31 Agosto il servizio di salvataggio dovrà essere obbligatoriamente garantito” evidenziando non una facoltà del Comune ma un suo obbligo. Siamo a giugno e non sappiamo ancora nulla sul tema, nonostante il clamore mediatico e social suscitato dalla notizia della inopportuna ordinanza. Il comune di Termoli aveva già deliberato il 20.04.2020 di affidare il servizio di salvataggio per un periodo triennale e per un costo di 126.000 euro, salvo poi dopo diciassette giorni modificare il proprio pensiero e, con altra delibera di giunta, decidere di modificare il periodo in considerazione da triennale ad annuale e di determinare il prezzo in euro 39.500 euro. Perché tutto questo ritardo? Cosa c’è dietro? E’ una domanda che legittimamente poniamo al sindaco ed alla Amministrazione per capire cosa sia successo nella speranza forse infondata che ci risponda. Signor sindaco revochi nell’immediatezza la sua ordinanza». Per il segretario dem Vittorino Facciolla in Molise l’economia blu è questa sconosciuta. «Dal primo giugno è ufficialmente iniziata la stagione balneare. Da domani, 3 giugno, ci si potrà spostare da regione a regione. Incentivare il turismo poteva essere una straordinaria occasione per rilanciare il nostro territorio, la costa ed i borghi dell’interno. E invece no. I sindaci dei quattro Comuni costieri del Molise hanno firmato quattro ordinanze in cui vietano la balneazione sulle spiagge libere. Se si fa eccezione per le zone con stabilimenti balneari, la costa molisana è ricchissima di spiagge libere dove tutti, e ribadisco tutti, hanno il diritto di vivere il mare e dove magari avrebbero potuto riversarsi anche i turisti giornalieri o settimanali che non intendono noleggiare ombrellone e lettini in uno dei tanti lidi. Tutto questo ovviamente nel rispetto delle regole anti-Covid. Tutto questo purtroppo non accade perché nulla è stato predisposto per accogliere i turisti nelle spiagge libere per le quali il Governo ha lasciato margini decisionali agli enti locali facendo leva sul senso di responsabilità delle istituzioni e sulla capacità di programmare e pianificare le azioni di contenimento del contagio. E questo è il risultato: A Rimini spiagge libere aperte e ombrelloni a 5 metri, niente comitive e steward per gestire l’afflusso nelle spiagge non attrezzate. A Ostia spiagge libere attrezzate con palette per sapere dove piantare l’ombrellone e controlli a bordo di Quad per far rispettare le distanze. A Minori, un Comune della Provincia di Salerno l’amministrazione ha promosso un bando per 24 borse di lavoro da 600 euro per le sentinelle della sicurezza delle spiagge coordinate da un Covid manager. In Abruzzo il Consiglio regionale, su proposta della giunta, ha stanziato 1,5 milioni di euro, destinandoli alle “concessioni demaniali”. In Toscana sono già pronti i cartelli informativi con le indicazioni sulle precauzioni da adottare in spiaggia: ombrelloni a 4 metri di distanza, no assembramenti, no a giochi di bocce o carte e dovere di sorveglianza per bambini affinché non si avvicinino troppo agli altri bagnanti. In Puglia fin dal 25 maggio spiagge libere aperte a tutti e sorvegliate grazie ad una rete di volontari, enti pubblici o privati in regime di convenzione creata da ANCI con i 69 comuni costieri. Inoltre la Puglia ha incentivato l’uso delle spiagge libere per le persone diversamente abili aumentando i servizi. Come? A febbraio scorso la Regione Puglia ha deciso di investire altri 300mila euro a cui i comuni potevano attingere a sportello. Da allora, 41 comuni, hanno beneficiato di contributi regionali per dotare le loro spiagge libere di passerelle, corrimani, parcheggi dedicati, gazebo, servizi igienici o pedane mobili per l’accesso diretto a mare dei disabili. In Molise, nessun dato pervenuto dal presidente Toma e spiagge libere chiuse fino a data da destinarsi. Buona estate 2020».

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