Ancora problemi per la dialisi a Venafro. Questa volta sembrerebbero transitori e risolvibili in breve. Tuttavia, il guasto ad un macchinario ha decretato lo stop al servizio presso il Santissimo Rosario da dieci giorni.
Gli enormi disagi causati dallo spostamento a Isernia sta provocando danni ai pazienti e alle loro famiglie. Così è scesa in campo ancora una volta la consigliera regionale Filomena Calenda che ha ammonito: «Il problema da risolvere immediatamente».
I pazienti del reparto Emodialisi dell’ospedale di comunità sono pertanto costretti a raggiungere il “Veneziale” per sottoporsi alle terapie quotidiane di cui necessitano. «Ancora una volta mi trovo a segnalare l’ennesima problematica che colpisce i dializzati di questa regione – ha affermato in merito la Calenda -. Da circa dieci giorni un guasto al generatore elettronico non permette l’utilizzo di un macchinario fondamentale per la terapia. I pazienti, così, sono costretti a sottoporsi alle cure mediche presso il presidio ospedaliero pentro e, dunque, devono affrontare un trasferimento che risulta molto debilitante considerate le loro condizioni di salute». La presidente della IV commissione consiliare, inoltre, ha dichiarato che i guasti ai macchinari medici sono aspetti contingenti con purtroppo si deve fare i conti ma, purtroppo, «il reparto venafrano di emodialisi negli ultimi mesi ha dovuto far fronte a numerose problematiche, compresa la carenza di personale».
Insomma, come rimarcato da Filomena Calenda, «questa è solo l’ultima emergenza a cui il reparto deve far fronte e non è la prima volta che i pazienti vengono dirottati su Isernia».
Stando così le cose, la consigliera regionale ha fatto sapere di augurarsi che «il disservizio si risolva al più presto e con l’arrivo del nuovo anno i dializzati venafrani possano tornare a sottoporsi alle terapie presso il Santissimo Rosario. Mi aspetto un intervento immediato dell’Asrem. Ho già provveduto a contattare gli organi competenti per chiedere un intervento celere. Il reparto di Emodialisi, infatti, oltre a uno dei pochi servizi rimasti attivi presso il presidio ospedaliero di Venafro è sempre stato un punto di riferimento per i molisani affetti da patologie ematiche». In tanti hanno riferito di disagi e conseguenze ulteriori ed antipatiche al trattamento fuori città. Tra gli altri, c’è pure chi ha segnalato come «mio padre quando rientra da Isernia non riesce nemmeno a cenare».
Dunque, occorre fare qualcosa. E subito. Far funzionare uno dei pochi servizi rimasti a Venafro non dovrebbe essere poi così complicato. Si spera in un rapido intervento di chi di dovere affinché l’’emergenza’ cessi.

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