Si parte il 3 giugno con l’udienza Gup a carico dell’ex presidente del Consiglio Michele Picciano. Il magistrato è chiamato a decidere se rinviarlo a giudizio o meno per i reati che la procura gli contesta nell’ambito dell’inchiesta sulle ‘spese pazze’ dei gruppi consiliari della Regione Molise.

Peculato e appropriazione indebita le ipotesi che il sostituto Nicola D’Angelo ha avanzato, a vario titolo, nei confronti dei politici coinvolti. Per ognuno di loro ha aperto un fascicolo ad hoc, sono 32. Quasi tutti coloro che si sono avvicendati tra i banchi di Palazzo Moffa durante la nona legislatura. Nei prossimi mesi si svolgeranno, dunque, le udienze preliminari anche per gli altri consiglieri, ex o ancora in carica, per cui la procura ha chiesto il processo. E non finisce qui. Perché, come ha anticipato un mese fa il comandante della Guardia di Finanza Vito Straziota, nella conferenza sul bilancio dell’attività del corpo, gli accertamenti si estendono alla decima legislatura.

Nelle maglie dell’inchiesta sono rimasti ‘impigliati’ esponenti di tutte le forze politiche. Diverse le cifre in gioco: in un caso vengono contestate spese per circa 300mila euro, per altri consiglieri l’appropriazione indebita raggiunge alcune decine di migliaia di euro, ma ci sono anche casi ‘minori’, per poche migliaia di euro. La contestazione è di aver speso i soldi a disposizione dei gruppi consiliari di appartenenza per i motivi più disparati, non rispettando così gli scopi istituzionalmente previsti.

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