Peggio di una chimera. Perché una chimera non la raggiungi mai non fa male. Non provoca danni. Il contributo da 90 milioni stanziato dal governo Meloni oltre un anno fa (nella Finanziaria per il 2025) nelle casse della Regione non è ancora arrivato. Neanche un euro di quell’aiuto romano per ridurre il disavanzo sanitario, che intanto da 130 milioni è salito a 166. E per ottenerlo, a parte i compiti assegnati ai commissari Bonamico e Di Giacomo (adottare e farsi approvare il nuovo programma operativo), la Regione dovrà sostenere il peso del resto del debito da saldare entro il 2027.
Lo prevede l’emendamento del senatore azzurro Claudio Lotito alla legge di Bilancio per il 2026 (intervento messo in campo per non perdere i 90 milioni) e diventato parte integrante della norma. «Un cappio al collo» del Molise, della Regione, destinata in questo modo al default, sentenziò il capogruppo di Costruire democrazia Massimo Romano.
Prima, l’orizzonte temporale per rientrare era di cinque anni. Non certo l’Eden, ma tre anni sono meno di cinque. Avrebbe chiosato Catalano, il filosofo di “Quelli della notte”.
Ha provato a rinegoziare le condizioni la deputata di FdI Elisabetta Lancellotta proponendo un’ulteriore correzione al ddl di conversione del Milleproroghe. Una pezza peggiore del buco, ha insistito Romano dopo aver scovato l’emendamento. Il contributo non è revocato ma resta sospeso se i commissari non rispettano i termini (adozione del Programma operativo entro il 28 febbraio e approvazione da Roma entro fine marzo) fino all’assicurazione degli adempimenti. E copertura del debito entro il 2029. Ma l’operazione è naufragata. Pure nella riformulazione del testo che era stata presentata dalla parlamentare in Commissione Bilancio (il 20% dei 90 milioni perso se non saranno rispettati i termini e piano di rientro fino al 2028).
«Il castello di carte della destra è crollato definitivamente e in modo drammatico. Nonostante i proclami della vigilia, l’emendamento Lancellotta al decreto Milleproroghe, l’ultima spiaggia per salvare i conti della nostra sanità, non è stato approvato in Commissione Bilancio alla Camera. Il termine per la discussione è scaduto senza il via libera e, con il Governo pronto a porre la fiducia al Senato, il testo resta blindato: l’emendamento è definitivamente saltato. Si torna così al testo della legge di bilancio, con norme capestro per il Molise e un rompicapo senza soluzione per chiudere il bilancio», la denuncia ieri pomeriggio della consigliera del Pd Micaela Fanelli che ha seguito i lavori a Montecitorio in contatto con la capogruppo dem in Commissione Cecilia Guerra.
L’ultima versione del testo, comunque per Fanelli peggiorativa, è stata accantonata.
«Senza la deroga chiesta, resta l’obbligo del ‘disco verde’ entro il 28 febbraio per gli adempimenti del Piano operativo e una serie di altre questioni. Una scadenza che, a soli dieci giorni da oggi, è tecnicamente impossibile da rispettare. Perderemo tutto? Come si chiuderà il bilancio? Il Governo regionale troverà un modo per impugnare la norma capestro della legge di bilancio? Verrà riproposta una nuova modifica normativa nazionale?», chiede Fanelli. Che poi conclude: «La destra, a Roma come a Campobasso, ha fallito su tutta la linea: hanno promesso soluzioni e hanno consegnato il Molise al default. A questo punto, la Regione non può fare altro che portare i libri in tribunale».
Respinge al mittente le responsabilità la parlamentare molisana di FdI. «L’emendamento non è stato bocciato. La verità è che, dopo aver ricevuto i pareri favorevoli del ministero della Salute e la riformulazione del ministero dell’Economia, a causa dell’ostruzionismo del centrosinistra in Commissione, circa un centinaio di emendamenti, tra cui quello a mia firma, non sono stati posti in votazione. Di conseguenza, il provvedimento è passato direttamente in Aula – spiega – Dopo anni di indifferenza verso le necessità del Molise, dopo un decennio al governo del Paese e dopo aver espresso anche ministri della Salute, ancora una volta il Pd molisano ha tifato contro il Molise. Non accettiamo né lezioni né morali da parte di chi non ha mai fatto nulla per la sanità del Molise. Avrebbero potuto votare e sostenere il mio emendamento alla Legge di Bilancio 2025, oppure presentare un subemendamento: hanno scelto di votare contro. Avrebbero potuto sostenere l’emendamento Lotito o presentare un subemendamento alla Legge di Bilancio di quest’anno: hanno preferito votare contro. Né ieri al governo né oggi all’opposizione vi è traccia di un loro atto, uno soltanto, a favore del Molise. Il mio impegno, quello di Fratelli d’Italia e quello dell’intero centrodestra sulla sanità, così come su ogni altra esigenza dei molisani, è stato, è e sarà massimo. Ho già avviato un’interlocuzione serrata con il governo per incardinare, in un prossimo provvedimento legislativo, le modifiche necessarie al nostro sistema sanitario». ritai



























