Sopralluogo del governatore della Puglia, Antonio Decaro, alla vasca realizzata nell’impianto ripartitore di Finocchito dove confluirà (nella nota istituzionale il verbo è al futuro in maniera decisa senza tentennamenti) l’acqua in arrivo dalla diga del Liscione quando entrerà in esercizio il cosiddetto “tubone”.
In gergo tecnico si tratta dello schema idrico di interconnessione fra Molise e Puglia che convoglierà la risorsa idrica dall’invaso di Guardialfiera direttamente nella Capitanata.
«Per fortuna gli invasi in questi giorni si stanno riempiendo e almeno per il 2026 la crisi idrica potrebbe allentare la morsa, almeno per gli usi civili. Ad oggi in tutti gli invasi monitorati, la quantità di acqua misurata è superiore a quella dello scorso anno. Ma non possiamo adagiarci e dobbiamo continuare a dotare la Puglia di una infrastruttura idrica che di fatto renda la nostra regione resiliente ai cambiamenti climatici e alle loro conseguenze sul territorio», ha dichiarato il presidente De Caro dopo il sopralluogo.
«A Finocchito, abbiamo vista la nuova vasca di accumulo realizzata per contenere settantamila metri cubi di acqua che si aggiunge ad una vasca già esistente da ventimila metri cubi dove confluisce l’acqua dalla diga di Occhito con la possibilità di servire in parte l’agricoltura e in altra parte l’impianto di potabilizzazione dell’Acquedotto Pugliese che a sua volta mette a disposizione la risorsa potabile per usi civili. Proprio in questa vasca – ha aggiunto Decaro – confluiranno le acque che arriveranno in Puglia grazie all’infrastruttura di collegamento del Liscione, che arriva dal Molise e servirà sia il basso Molise che la parte più alta della nostra regione, la Capitanata, con ulteriori sessanta milioni di metri cubi all’anno. La nuova infrastruttura, impermeabilizzata e dotata di sistemi di drenaggio, è collegata al sistema esistente tramite un manufatto telecontrollato che permette di gestire riempimento, distribuzione agli impianti irrigui e alimentazione potabile. Grazie proprio a questo sistema di telecontrollo, gestito dal consorzio di Capitanata, è possibile inoltre programmare controlli e manutenzioni della galleria Occhito–Finocchito senza interrompere la fornitura e migliorando l’affidabilità complessiva della rete».




























