La salute non si può curare con la calcolatrice e i tagli. La segretaria generale della Uil Pensionati Molise, Tecla Boccardo, interviene nel dibattito sul piano operativo adottato dai commissari della sanità Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo e annuncia una proposta programmatica originale che sarà ufficializzata fra una settimana al congresso del sindacato.
«Dietro ogni freddo indicatore del Piano operativo sanitario ci sono persone in carne ed ossa, in particolare anziani che sono i maggiori fruitori del servizio sanitario pubblico con redditi bassi e sotto la media nazionale, che oggi lottano per il diritto fondamentale alla salute. Esiste un dato che colpisce con estrema durezza e racconta una disuguaglianza ormai insostenibile: essere anziani poveri oggi significa, tragicamente, vivere meno, rinunciare alla prevenzione o a curarsi. Le statistiche confermano che la povertà sottrae anni di vita ed è per questo che le scelte politiche non possono più limitarsi a una gestione tecnica, ma devono trasformarsi in una vera e propria sfida di architettura sociale di protezione – ragiona Boccardo – La sfida che la Uil Pensionati pone sul tavolo è chiara: la politica deve individuare strumenti capaci di finanziare progetti di vita personalizzati, unendo finalmente le risorse sanitarie e quelle sociali per permettere all’anziano di restare dignitosamente a casa propria. Ci troviamo in un momento di svolta cruciale in cui le risorse del Pnrr sono state impegnate e la riforma della non autosufficienza è entrata nella sua fase operativa, ma lo ha fatto portando con sé troppe ombre. Nonostante il principio di universalità resti il pilastro del nostro Servizio sanitario nazionale, la condizione economica dell’anziano è diventata una determinante di salute discriminante che non possiamo più accettare».
Nell’accesso alle cure questa “frattura” è più evidente. Le lunghe liste d’attesa costringono a rivolgersi al privato ma chi non può per ragioni economiche rinuncia del tutto oppure deve attendere mesi con il risultato, è la conclusione del sindacato, di diagnosi tardive che aggravano la prognosi.
A ciò si aggiunge la frammentazione dell’assistenza territoriale che ancora non garantisce una totale presa in carico degli anziani poveri.
Al congresso del 12 marzo, alla presenza dei vertici nazionali, la UilP Molise chiederà alla politica
una “priorità sociale”: se un anziano a basso reddito, non può ricorrere al privato, il sistema pubblico deve garantirgli un accesso rapido, una corsia preferenziale, un sistema di fast-track basato non solo sulla gravità clinica, ma sulla vulnerabilità socio-economica del paziente.
«Il congresso – ancora Boccardo – sarà anche l’occasione per affrontare il dramma del “paziente sospeso”, generato dall’atavica mancanza di connessione tra ospedale e domicilio. Le dimissioni difficili e ricoveri frequenti, colpiscono soprattutto gli anziani con meno risorse, che spesso vivono in solitudine o in abitazioni non idonee. Senza una rete di continuità assistenziale forte, queste persone sono condannate a ricoveri frequenti che il sistema fatica a gestire in modo strutturato».
























