Partirà ufficialmente domani, con la lectio magistralis di Salvatore Natoli la V edizione di Poietika, la rassegna tenacemente voluta dalla Regione Molise e dalla Fondazione Molise Cultura, con la direzione artistica di Valentino Campo. L’appuntamento è previsto alle 18.30 al teatro Savoia. Il tema chiave di questa edizione è “la parola che arde”, che il filosofo milanese affronterà con un atteso intervento sulla necessità rivoluzionaria di esprimere la verità per scardinare l’ipocrisia in una società nella quale contano sempre di più la carriera, il potere, il denaro, l’apparire ancora più dell’essere.
Salvatore Natoli è professore ordinario di filosofia teoretica presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Milano Bicocca. Laureato presso l’Università Cattolica di Milano, dove ha trascorso gli anni nel Collegio Augustinianum, ha insegnato Logica alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Venezia e Filosofia della Politica alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Milano. Natoli è il propugnatore di un neopaganesimo, di un’etica che, riprendendo elementi del pensiero greco (in particolare, il senso del tragico), riesca a fondare una felicità terrena nella consapevolezza dei limiti dell’uomo e del suo essere necessariamente un ente finito, in contrapposizione con la tradizione cristiana. Conosciuto come “il filosofo dello stare al mondo”, Natoli si distingue nel panorama teoretico italiano e internazionale, in serrato dibattito e confronto con il Cristianesimo, approdando a una nozione di etica del tutto singolare e radicata nell’ontologia, prima che nella deontologia.
Nella sua ricerca ha preso ad oggetto passioni e affetti; una particolare e approfondita analisi ha dedicato al tema del dolore, affrontato in diverse sue opere. Il dolore è parte essenziale della vita e una soluzione all’inevitabilità del dolore può essere l’adesione a un nuovo paganesimo secondo l’antica visione greca dell’accettazione dell’esistenza del finito e della morte dell’uomo. Per il neopaganesimo la vita finita è degna di essere vissuta senza speranza di infinitezza ma vivendola secondo un ethos, che non è dovere di obbedire a un comando morale con la speranza di un premio eterno, ma buona e spontanea abitudine di una condotta consapevole dell’universale fragilità umana. Altri temi centrali nella sua speculazione sono rappresentati dalla teoria dell’azione e dalle forme del fare, dove l’agire non è un semplice fare, ma consiste propriamente nel dar senso a quel che si fa. Natoli siede nella redazione di varie riviste ed è ampiamente presente nel dibattito filosofico e culturale contemporaneo.
Domani comincia anche – e si dipanerà durante tutto lo svolgimento della rassegna – l’iniziativa “Poietika messa a fuoco da Pino Bertelli. I volti e i luoghi di Poietika fissati nei suoi scatti”, a cura del popolare fotografo toscano, scelto come “narratore fotografico” di Poietika 2019. Prossimo appuntamento martedì 9 aprile: Stefano Liberti dialoga con Vandana Shiva.

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.