Può sembrare di cattivo gusto usare la parola mostro per riferirsi ad un uomo come Salvatore Baccaro, benché lui abbia interpretato il ruolo di molti mostri durante la sua peculiare carriera. Anzi, Baccaro era considerato da amici e parenti un uomo abbastanza affabile e generoso. Ma è interpretando il ruolo di orco, di golem, e di uomo delle caverne, che è diventato famoso nei più di sessanta film che ha interpretato. Pochi attori sarebbero ben lieti di interpretare i personaggi di questa caratterista senza nessun background artistico e figura autorevole di una cinematografia ormai scomparsa

Nato il 6 maggio delle 1932 a Roccamandolfi, Baccaro aveva l’acromegalia, malattia che causa l’ingrandimento delle mani e dei piedi, rendendolo simile ad un Neanderthal. Ancora giovane è andato a Roma, come molti dei sui conterranei, per trovare lavoro, ed ha lavorato come venditore in una bancarella di fiori. Per fortuna questa bancarella si trovava di fronte agli studi di Cinecittà, e ciò permette a Baccaro di farsi conoscere da da registi e produttori cinematografici. È stato il regista Carmelo Bene il primo a chiedere a Baccaro se lui voleva lavorare in un film, siccome lui, Carmelo, stava girando il suo epico biblico-psicodelico Salome, e aveva bisogno di comparse dalle fisionomie mostruose.

Così, il caratterista è stato introdotto nel cinema italiano, ed ha cominciato una carriera unica, basata sul suo aspetto fisico. Questo aspetto, causato dalla acromegalia, gli permetteva di interpretare diversi ruoli in svariati film horror e di avventura. In poco tempo, Baccaro è diventato uno dei caratteristi più richiesti del cinema italiano. Lui sembrava divertirsi con i personaggi bizzarri che gli erano proposti, e contento di aver trovato un modo per trarre vantaggio dalla sua malattia. Baccaro non è stato l’unico acromegalico a diventare famoso nell’industria dell’intrattenimento. Lottatori come Maurice Tillet (1903 – 1954) e Andre The Giant (1946-1993) ed attori come Richard Kiel (1939 – 2014) sono anche diventati famosi grazie a loro anatomia sproporzionata.

Dopo Salome, Baccaro ha interpretato iccoli ruoli in film western e decamerotici, produzioni derivate del Decamerone (1971) di Pier Paolo Pasolini. Tra i film in cui Baccaro ha recitato, c’erano titoli così esotici come Decameron Proibitissimo: Boccaccio mio state zito (1972), Li chiamavano i tre moschettieri… invece erano quattro (1973) e Il gatto di Brooklyn aspirante detective (1973). Lui ha anche usato i pseudonimi Boris Lugosi e Sal Boris, in omaggio agli attori Bela Lugosi e Boris Karloff, celebri per aver interpretato i ruoli di mostri classici nel cinema americano.

Nel 1975, Baccaro ha avuto una breve, ma memorabile, parte in Profondo Rosso di Dario Argento, interpretato il ruolo di un venditore in una bancarella di frutta. La scena è breve, ma serve come omaggio alla forma con cui il caratterista ha iniziato la sua carriera. Ha anche avuto delle parti in film nazisploitation (film erotici sulla Seconda Guerra Mondiale): Salon Kitty (1976), La Bestia in Calore (1977) e La Casa Privata Della SS (1977), interpretando sempre tipi grotteschi e cattivi. Qualcun altro avrebbe bisogno di ore per truccarsi per fare questi ruoli, ma Baccaro aveva solamente bisogno di andare di fronte alle macchine da presa e attendere il suo momento.

Benché lui abbia interpretato principalmente ruoli grotteschi in film di dubbia qualità, il caratterista era considerato una persona simpaticissima da tutti i suoi colleghi, e questa è una delle ragioni per cui la sua carriera è stata così prolifica. Purtroppo dopo il 1984 è scomparso dagli studi, senza che nessuno sapesse che fine avesse fatto. Il mistero è rimasto irrisolto per molti anni, e nel 2004 è stato rivelato al mondo che Salvatore Baccaro era morto mentre studiava il copione di quello che sarebbe stato il suo primo grande ruolo in un capolavoro cinematografico: Il Nome della Rosa.

A Baccaro gli era stato offerto il ruolo del monaco Salvatore, che alla fine è stato recitato da Ron Perlman. Per il caratterista roccolano sarebbe stato un personaggio molto diverso da tutti gli altri, con molti attori famosi e forse anche lui, interpretando quel ruolo, sarebbe diventato un grande attore. Ma Baccaro è stato colpito da un infarto fulminante durante un intervento non riuscito alla tiroide, ed è morto il 13 marzo del 1984.

Per due decade la morte di Baccaro è rimasta un segreto, e se non fosse stato per internet, che ha presentato il suo film per alle nuove generazione, nessuno lo avrebbe ricordato. Infine, in una intervista televisiva nel 2004, suo fratello Armando ha rivelato che Salvatore era morto a 52 anni. Il 18 dicembre del 2014, trent’anni dalla morte di Baccaro, un cartello è stato affisso a Roccamandolfi in suo omaggio. È così che il caratterista è diventato il figlio prodigo della città, ed è ancora ricordato per suo carattere e talento. Mica poco per uno che ha cominciato vendendo fiori.

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