Manuela Lucchini, volto storico del Tg1 che cura il Tg Medicina, ha sintetizzato così: questo dimostra che a volte è inutile fare viaggi della speranza al Nord e affrontare disagi quando si possono invece trovare vere e proprie eccellenze anche vicino casa.
“Questo” si riferisce alle prestazioni erogate dalla Fondazione Giovanni Paolo II ai pazienti ‘problematici’ che siano affetti da scompenso cardiaco. Anziani o persone con una situazione già complessa, per i quali comunque è sconsigliata l’operazione chirurgica tradizionale. In largo Gemelli a Campobasso, l’equipe del dipartimento di Malattie cardiovascolari guidato da Carlo Maria De Filippo effettua interventi mini invasivi che rendono il decorso post operatorio meno pesante e faticoso e al contempo garantiscono efficacia.
Se ne è parlato il 19 maggio nell’ambito del convegno internazionale che ha portato nella struttura della Cattolica il gotha della cardiochirurgia nazionale e mondiale. E se ne è parlato domenica mattina, nell’edizione delle otto del Tg1.
Ogni anno in Italia ci sono due milioni di nuovi casi di scompenso cardiaco, questo anche perché è aumentata la vita media. Si pone, perciò, sempre più l’esigenza di cure alternative all’operazione.
In poche parole, lo scompenso non permette al cuore di pompare sangue nella quantità adeguata a soddisfare il fabbisogno dell’organismo. E col tempo il cuore si indebolisce o diventa troppo rigido.
Due le tecniche mini invasive illustrate, ai microfoni del Tg1 dal dottor De Filippo.
La prima è il posizionamento di un elettrodo a livello delle carotidi. Che, ha spiegato il direttore del dipartimento di Malattie Cardiovascolari della Fondazione, «stimola una risposta nervosa che aiuta il cuore, che è in una condizione di difficoltà, a ripristinare una funzionalità migliore».
C’è poi una seconda tecnica, già utilizzata negli Stati Uniti e che potrebbe presto arrivare anche in Italia. Si tratta, ancora le parole di De Filippo, del «posizionamento di un anello. Attraverso una gamba, viene portato all’interno del cuore. E con questo anello, che ha l’aspetto di un millepiedi perché ha tanti piccoli ganci che vengono posizionati sotto guida ecografica al livello della mitrale, si stringe la valvola nella misura in cui si ritiene utile la riduzione dell’insufficienza mitralica».
Per gli anziani o per i pazienti molto malati, sono la valida alternativa all’intervento tradizionale.
Grossi benefici, oggi, derivano anche da terapie farmacologiche. Il direttore del dipartimento di Scienze cardiovascolari del Gemelli Filippo Crea ha spiegato: «Abbiamo introdotto una nuova classe di farmaci che hanno dimostrato un beneficio nel trattamento dello scompenso cardiaco superiore a quello dei farmaci che abbiamo potuto utilizzare negli anni passati».
Infine, le dichiarazioni del direttore generale della Fondazione Giovanni Paolo II Mario Zappia.
«Con la nostra presenza qui – ha detto al Tg1 – e con i livelli sia di umanizzazione sia di eccellenza che la nostra struttura si sforza di dare riusciamo ad accogliere parecchi pazienti del Sud».
Per questo, la conclusione di Manuela Lucchini, «è inutile fare viaggi della speranza al Nord e affrontare disagi quando si possono invece trovare vere e proprie eccellenze anche vicino casa».

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